È stato scritto che…“La condizione del ricercatore è quella di un uomo nero che, in una stanza buia, cerca un cappello nero che potrebbe non esserci”. Io credo che sarebbe auspicabile avere un uomo-ricercatore che accettasse l’esistenza, in sé, di altri colori e, nella Natura, quella di altre smisurate e superbe stanze (…fermo restando che il cappello cercato, di qualunque colore esso fosse, potrebbe anche non esserci).
Nell’articolo Presentimento, precognizione e…UFO1, ho trattato dei casi di tre soggetti, Flavio, Piero e Virginia.
Virginia, nell’episodio riportato, avrebbe avuto un classico presentimento2 grazie al quale si è salvata da un disastroso incidente automobilistico.
Flavio e Piero, invece, hanno vissuto due episodi analoghi in cui previsione del futuro (una situazione di pericolo) deve esserci stata, ma essa si è manifestata producendo un avviso “vocale” grazie al quale hanno potuto evitare, nel caso di Piero, l’incidente che avrebbe potuto avere effetti gravi, nel caso di Flavio, invece, non l’incidente, ma gli effetti gravi che esso avrebbe potuto avere.
Per Flavio e Piero, dunque, non si può parlare di presentimento per come oggi esso è definito dagli studiosi accademici di parapsicologia, poiché l’azione evitante è stata eseguita dopo un avviso.
Partendo da questo, nell’articolo suggerivo che i casi di Flavio e Piero potessero far parte di una diversa categoria di fenomeni, visto anche che entrambi avevano vissuto eventi o presentavano evidenze riconducibili alla casistica ufologica. Con questo articolo cerco di esplorare questa ipotesi.
I rapiti e i contattati sono dei messaggeri?
Nel libro, Elogio del paranormale, ho dedicato un capitolo ai messaggeri: soggetti che, in vesti e modalità varie, sono un tramite fra una realtà superiore e la realtà della nostra civiltà, erroneamente da noi ritenuta ai vertici dell’evoluzione, il meglio di quanto l’universo abbia potuto finora produrre in quanto a società, cultura e convivenza pacifica.
Parlavo, nel libro, anche della protezione (sebbene non assoluta) di cui i messaggeri sembrano godere: essa è intesa come difesa da eventi, anche minimi, in grado però di arrecare danno a qualsiasi altro umano3.
Ma cosa c’entrano i messaggeri con gli UFO?
Facendo riferimento alla letteratura ufologica più accreditata (Mack, Turner ecc) i rapiti, con il loro modo di vivere rispettoso della natura, il loro concepire il mondo in maniera più unitaria e l’essere aperti all’accettazione di concetti e realtà ben diverse da quella quotidiana, finiscono per essere una sorta di esempio positivo che, in un mondo basato sull’egoismo, la forza e la sopraffazione dei deboli, è già un messaggio che può contribuire al miglioramento dell’umanità. Da quanto riportato nelle cronache ufologiche sembrerebbe che questo miglioramento sia auspicato da molti dei rapitori. Essi, infatti, non solo appaiono preoccupati per il futuro che l’umanità si starebbe costruendo, ma anche perché, alcuni di essi, (“essi” qui è inteso come specie o “razze”) “hanno paura di noi” 4.
Ma, oltre il messaggio che i rapiti porterebbero nella società con il solo fatto di viverci così come sono, per alcuni di essi ci sarebbero delle azioni specifiche da compiere. Alla rapita Beth, infatti, durante un rapimento, fu detto chiaramente che “lei ed altri umani erano stati ‘scelti’ per svolgere certi ‘lavori’ in futuro […] per il bene dell’umanità”5. Dave, rapito studiato da Mack, ricordava che era “stato mandato qui per fare qualcosa”6 e Peter (anch’egli studiato da Mack) si sentiva “programmato per qualche scopo”7. Anche al nostro Fortunato Zanfretta fu detto che i Dargos, gli alieni che lo avevano contattato-rapito per uno scopo ben preciso, avevano scelto un certo numero di altre persone per delle loro non dichiarate finalità8.
Dunque: i rapiti/contattati appaiono essere dei messaggeri, dei tramite.
Un inciso: non tutti i rapiti lo sono per i motivi che hanno portato al prelevamento di Beth, Dave ed altri come loro. In alcuni casi, infatti, sembrerebbe che si tratti di rapimenti occasionali, senza altra finalità che quella di uno studio o di un semplice contatto-comunicazione: sembrerebbero appartenere a questa categoria il rapimento dei coniugi Hill9, quello di Frank Johnson e la sua famiglia10 ecc.
Tornando al tema dell’articolo, se i rapiti/contattati sono dei messaggeri (come tutto sembra indicare), e visto che hanno un compito da svolgere, anche ad essi dovrebbe toccare una sorta di protezione analoga a quella riservata a coloro che veicolano messaggi di ben altra provenienza e levatura (Apparizioni mariane, fenomeni mistici ecc).
Si spiegherebbero così le protezioni toccate a Flavio, Piero e ad altri soggetti. Tra questi ultimi va ricordato il caso di Giorgio Dibitonto e i suoi amici che ricevettero protezioni importanti ma relativamente semplici (la protezione dagli effetti di un temporale, per esempio) ma anche una rilevantissima: fu infatti detto loro che… “chiunque, sulla Terra, facesse un’esperienza come la vostra e fosse riportato a vivere normalmente senza il nostro aiuto, impazzirebbe. Ma voi, non temete, non impazzirete. Nessuno di voi impazzirà”11.
Dunque, i dati suggeriscono che i rapiti/contattati sono dei messaggeri-esecutori e le protezioni da essi ricevute sono una conferma che lo siano.
Per i casi di Flavio e Piero, quindi, non di processo predittivo endogeno si sarebbe trattato, ma di un intervento esterno come tale manifestatosi: la voce che invita o ordina di compiere l’azione che proteggerà, appare come frutto dell’intervento di un “custode”. Chi poi esso sia, una sorta di daimon12, un angelo custode cristianamente inteso o, più propriamente, almeno in questi due casi che hanno a che fare con gli UFO, un alieno nel senso più squisitamente ufologico del termine, è tutto da stabilire13.
Un corollario… Per i rapiti i cui prelevamenti hanno lo scopo di dare qualcosa di positivo ad un’umanità capace di macchiarsi dei delitti più atroci, si può concludere che essi siano una sorta di messaggeri-esecutori di altrui finalità benefiche che, in quanto tali, sarebbe bene diventassero anche nostre… magari con opportune manipolazioni geniche ed incroci; ma qui entriamo in un altro aspetto della questione UFO che sembra emergere dalla fenomenologia ufologica: quello di una sorta di “domesticazione” della nostra specie.
In ogni caso, non di ‘certezze’ scientificamente intese si tratta, bensì di vie, da esplorare con apertura mentale, onestà intellettuale e determinazione.
Un terzo caso, dello stesso tipo… o quasi.
S.A.S. (d’ora in poi S) è un biologo. In una giornata piovosa si stava recando in un’altra città nella cui università avrebbe dovuto tenere una lezione. Il traffico era intenso. Ad un certo punto sente una voce… “Fermati! Fermati!”. Non sa da dove provenga, non capisce e, ovviamente, non si ferma. Ma la voce insiste: “Fermati! Fermati! Fermati!”. A questo punto, decide di fermarsi. Sta lasciando la corsia di marcia quando un’auto, fra quelle che lo seguivano, lo sorpassa e attira la sua attenzione perché due dei quattro occupanti, un bambino e una bambina, si girano verso di lui e lo salutano con ampi gesti. S non dimenticherà mai quei giovani volti… Mentre è fermo ascoltando musica, nota che il traffico è bloccato e, alla radio, viene annunciato un incidente avvenuto proprio lungo la strada che stava percorrendo. In quell’incidente, scoprirà, muoiono quattro persone… proprio gli occupanti dell’auto che lo aveva sorpassato mentre lui stava per fermarsi…
Sembra ragionevole, a questo punto, concludere che S sia stato protetto, preservato cioè da un incidente dall’esito mortale: perché lui e solo lui, fra i tanti che percorrevano quella affollatissima via, ha ricevuto quel messaggio perentorio? Perché non quelli di quell’auto che potrebbe aver preso il posto della sua!? Perché non tutti quelli che percorrevano la strada in quella direzione!?
A sostegno della tesi qui suggerita – cioè che i rapiti/contattati sono messaggeri e quindi, in quanto tali, destinatari di protezione aliena in senso stretto – anche S, come Flavio e Piero, ha avuto a che fare con gli UFO!
Di ritorno da un fine settimana come tanti, mentre con l’auto percorreva una strada di campagna buia e sterrata, un forte fascio di luce investe la vettura. Nell’auto ci sono anche la moglie e il figlio che dorme sul sedile posteriore. La luce è così forte da svegliare il ragazzo, ma non ci sono rumori, né di aerei né di elicotteri.
La luce sopravanza l’auto per poi fermarsi davanti ad essa in bella vista. Ma è un attimo perché poi schizza verso il cielo a velocità incredibile. Durante l’incontro, tutti provano una intensa sensazione di “pace”. Come sa chi si occupa di UFO, questa sensazione è comune a molte esperienze sia con gli UFO che con alcune creature aliene.
S dice di non aver notato se quel viaggio, che compiva spesso, sia durato più del solito, dunque non possiamo dire che ci sia stato un classico rapimento con un lasso di tempo di cui i protagonisti non hanno nessun ricordo (missing time).
Nonostante ciò, e fermo restando la possibilità di una rimozione di precedenti e ben diversi incontri, si può pensare che una qualche forma di induzione sia avvenuta durante quell’incontro. In ogni caso, S ha avuto a che fare con gli UFO. A conferma di ciò, anche una sua certa capacità di precognizione che sembra affiorare quando vede quei bambini che lo salutano: prova, infatti, una “tristezza immensa”14.
Può darsi, quindi, che in qualche modo egli sia una sorta di messaggero di soggetti alieni, uno con un compito da svolgere e dunque, in quanto tale, destinatario di una eventuale, necessaria protezione in momenti delicati.
Si spiegherebbe così la protezione accordatagli in quella piovosa giornata di traffico intenso; e questo accomunerebbe il suo caso a quelli di Flavio e Piero.
Ma la protezione di S potrebbe avere anche una diversa origine…
Un giorno, infatti, ha uno strano, fugace incontro con un vecchio negro il quale, nel breve tempo in cui è rimasto visibile, gli rivela che una certa divinità lo ha scelto come suo figlio. Si tratta di una divinità che non appartiene al pantheon cristiano, ma ne ometto il nome, e altri particolari della storia, per meglio preservare l’anonimato del protagonista, uno stimato professionista nonché docente universitario.
La protezione di S, quindi, potrebbe venire anche da questa divinità e quindi per una via che ha a che fare col “divino”… similmente a quanto accaduto all’abbé de Robert.
Il prelato francese, in visita a padre Pio da Pietrelcina, ricevette da questi una tanto gradita quanto non richiesta elezione a suo figlio spirituale. Ebbe anche la promessa, dal futuro san Pio, che sarebbe stato da lui assistito “sempre e dovunque”15. Successivamente, quando era militare in Algeria, ebbe una evidentissima protezione: fatto prigioniero dai membri del Fronte di liberazione assieme ad altri commilitoni, fu con essi messo al muro e fucilato. Ebbe un’OBE ed una NDE ma, dei sei fucilati, fu l’unico ad alzarsi da terra nonostante i fori di proiettile che gli trapassavano la giubba, davanti e dietro, e il molto sangue rappreso che inzuppava divisa e superficie del suolo.
Cosa pensare? Forse S, “figlio” di quella divinità, potrebbe essere stato da essa protetto così come De Robert, “figlio” di padre Pio, può esserlo stato dal Santo di Pietrelcina… (mentre Flavio, Piero ed altri lo sarebbero stati ad opera di soggetti di levatura inferiore, soggetti che non avevano assunto connotazioni divine).
Conclusione
Le protezioni sembra, dunque, che ci siano per tutti i messaggeri/tramite, anche per quelli di “tipo ufologico” (le evidenze non mancano); esse hanno provenienze diverse a seconda di chi interagisce con l’umano, col protetto.
Come può essere!? Nella scala delle esistenze16 (una sorta di scala naturae di aristotelica memoria), sembra si vada dalle forme più rozze, primitive e semplici a quelle a contatto con l’Assoluto, passando per infiniti gradi intermedi; per cui appare fuori luogo la pretesa di separare nettamente ciò che in realtà fa parte di un continuum.
Tanto si desume da quegli esperienti che, pagando un prezzo anche carissimo in termini di tranquillità personale, familiare e sociale, hanno riportato ciò che di anomalo hanno vissuto, sia ai nostri giorni che nel lontano passato (per questi ultimi si pensi a Pascal, Swedenborg, Jeanne d’Arc17e tanti altri).
Pretendere, in questo quadro ancora incerto, di individuare la provenienza e la natura esatta di certe forze, è forse assurdo; mai, comunque, quanto negare il tutto.
Dr. Fiorentino Bevilacqua
…………
- https://www.federazioneufologicaitaliana.org/presentimento-precognizione-e-ufo/18603/
- Il presentimento è definito come un’inconscia attività predittiva che consente di anticipare l’utile risposta dell’organismo, del soggetto che predice. Si percorre una strada e, dopo una curva, si impatta con un’auto finita di traverso. I rilievi delle autorità intervenute, consentono di scoprire che le tracce della frenata dell’auto finita su quella di traverso, cominciano in un punto in cui quest’ultima non era ancora visibile: la frenata, e la sbandata conseguente, evitano un impatto più grave. (Episodio vissuto da D.d.B. che era alla guida dell’auto “investitrice”)
- Protezioni si riscontrano anche nel caso dei veggenti delle Apparizioni mariane (si vedano i casi di Lourdes, Garabandal, Kibeho ecc).
- “Gli esseri – diceva il rapito Peter – hanno paura di noi perché non hanno quello che noi potremmo definire ‘l’istinto di uccidere’, non hanno la capacità di uccidersi l’un l’altro” e ancora “è come se la mia rabbia […] fosse una cosa completamente sconosciuta per loro” (Mack, Rapiti, Mondadori, 1995, p. 353). Si veda anche Breccia, S., Contattismi di massa, Nexus, 2007, p. 206.
- Turner, K., Rapite dagli UFO, Mediterranee, 1996, p 102
- “Mack, J.E., op.cit., p.322
- Ivi, p. 346
- Di Stefano, R., Il caso Zanfretta, 2014, pp. 259-260
- Fuller, J., Prigionieri di un UFO, Armenia, 1974
- Johnson, F., The Janos people. A close encounter of the fourth kind, 1980
- Dibitonto, G., Angeli in astronave, Mediterranee, 2011, p. 162
- Il concetto di daimon, sorta di nume tutelare, fu sviluppato da Platone.
- Ma è anche da stabilire se queste distinzioni siano reali o non siano piuttosto il frutto di un’unica Volontà che nel corso dei secoli si è manifestata nella forma più adatta alle conoscenze e alla maturità dei tempi. Si veda, per questo, e tanto per cominciare, quanto scriveva, tra i primi, il gesuita spagnolo Salvador Freixedo nel suo Difendiamoci dagli dei! In sintesi, e Freixedo a parte, sembra si possano avere, nel quadro che qui si è solo accennato, interazioni con alieni (per farla breve), con alieni che possono assumere o meno le sembianze di una divinità, con la divinità stessa o con alieni vicinissimi ad essa data la loro natura e/o grado di evoluzione.
- In molti addotti, dopo il rapimento si osserva la comparsa di “abilità paranormali”. E’ il caso dei rapiti studiati da Gilda Moura (Mack, 1992). È anche il caso della rapita Jane (Turner, 1994): già addotta nell’infanzia, Jane osservò un potenziamento delle sue facoltà PSI (“telepatia, precognizione, psicocinesi e chiaroveggenza”) dopo i nuovi contatti alieni avvenuti in età adulta.
- https://www.youtube.com/watch?v=euzlxwEfVFg
- Bevilacqua, F., Elogio del paranormale, BookSprint, 2024, p. 106
- Giovanna d’Arco, la Pulzella d’Orleans, sentiva voci tutti i giorni (Barbero) dalle quali riceveva suggerimenti, esortazioni ma anche la notizia che aveva una missione da compiere: quella di salvare la Francia sostenendo la causa dell’avente diritto al trono durante la guerra dei cent’anni. Giovanna d’Arco non era l’unica, ai suoi tempi, a sentire voci che incitavano alla salvezza della Francia (Barbero), esattamente come oggi non sono pochi quelli che “ricevono messaggi” che esortano alla salvezza del mondo intero. Anche questo affascinante “parallelismo”, fra epoche diverse, meriterebbe di essere approfondito senza pregiudizi, anche perché pure la Pulzella, come molti altri messaggeri, vide potenziate certe sue facoltà (chi, poi, fosse tentato di leggere ogni “voce”, tutte le “voci” in termini psicopatologici, può forse trovare illuminante, tra l’altro, l’esperimento di Rosenhan del 1973).