I fatti
Siete andati a fare una vacanza, una vacanza naturalistica in Argentina. La provincia è quella di Cordoba, l’anno il 2017. Una vacanza normale, come una qualsiasi vacanza ma questa vi riserva una sorpresa: una notte, mentre dormite, compare nella vostra stanza un oggetto luminoso, una sorta di “merkaba” che pulsa “come se fosse vivo”. Non gli date peso: pensate che sia nient’altro che un sogno… Tornati a casa, sviluppate le foto e, con vostra sorpresa, su alcune di esse compaiono, sullo sfondo del cielo azzurro, degli oggetti volanti strani: sfere e cilindri metallici. A riprova che tutto questo tanto casuale non sia, una notte vi ritrovate in stanza lo stesso oggetto, luminoso e pulsante, che vi aveva fatto visita in Argentina.
A pensarci bene, sin da piccolo siete stato un appassionato di UFO, ma fino a quel viaggio in Argentina non ne avevate visto neanche uno. E da quel momento, invece, cominciate“ad avere avvistamenti di UFO a più non posso”.
Questa non è una storia inventata, ma l’esperienza vissuta da Michele Paparella, maestro orafo, docente e designer di gioielli1. A seguito di queste esperienze, Michele fonderà il Gruppo Ufologico Pugliese e si dedicherà alla ricerca sugli UFO.
Come inquadrare queste esperienze nel contesto ufologico evitando, al contempo, che esse restino un semplice racconto di una vicenda comunque notevole?
L’analisi
Bisogna riandare a Maurizio Cavallo che, nell’intervista in nota riportata2, afferma che i rapimenti di esseri umani possono avere la funzione di “risvegliare ed attivare” soggetti precedentemente preparati dagli alieni a svolgere una determinata “missione”.
Una conferma indiretta di quanto detto da Cavallo, possiamo trovarla in Mack, lo psichiatra di Harward, quando afferma, con il rapito Carlos, che… “E’ possibile considerare ogni rapimento in termini di trasmissione di informazioni”3 ma anche, “rapito” Peter… ”sembra che io sia venuto qui sulla Terra per qualche ragione”4. Quando la trasmissione (non si può trasmettere tutto in una sola volta) e le eventuali modifiche della anatomia/fisiologia dello strumento sono completate5, il rapito deve essere, come dice Cavallo, attivato, passando così alla fase in cui esso dovrà essere operativo.
E’ una lettura che, per risultare chiara, ho reso tanto stringata da far apparire il processo quasi meccanico, disumano. Ma non è così e faccio una digressione per dimostrarlo.
Nel suo…Gli UFO nella mente, Corrado Malanga riporta stralci di varie ipnosi regressive fatte a Valerio Lonzi. In una di queste il Lonzi afferma che… Loro, gli alieni che conducono l’abduction, scelgono il soggetto in base alla sua genetica, ma anche in base alle scelte che i genitori hanno fatto per lui e che lui fa nel corso della vita. Dunque la genetica e i primi contatti (avvenuti anche in tenerissima età) indirizzano l’addotto verso un certo traguardo di impegni futuri, ma il processo delle abduction successive, ripetute, potrebbe anche interrompersi in base agli sviluppi che la situazione del rapito ha per via delle scelte fatte dai genitori e dal rapito stesso. Nulla è scritto, in somma e, dunque, niente automatismi, niente automi (Malanga li chiama pedine)6.
In tutto questo la vicenda di Paparella si inserisce molto bene ed è, in questa chiave, paradigmatica.
La sua vita è divisa in due fasi: quella prima delle esperienze in Argentina e quella che fa seguito ad esse. Le sue esperienze argentine comprendono il “contatto” con oggetti volanti non identificati (almeno in quanto a provenienza, natura, scopi): una merkaba e quei cilindri/dischi poi apparsi nelle foto erano lì, nel cielo sotto il quale lui era… ed erano UFO a tutti gli effetti…
E qui viene in mente Orfeo M. Angelucci che, nel libro…Il segreto dei dischi volanti, riporta: “Quando li vediamo [i dischi volanti], di solito si limitano a interagire con noi, o con qualche individuo in particolare, al quale la visualizzazione rivela un messaggio o un risveglio”7.
Nella fase precedente le esperienze argentine, Paparella non aveva visto Ufo e non si era mai attivamente ad essi interessato (pur nutrendo una certa curiosità per l’argomento); a seguito di quelle esperienze, passa ad interessarsi attivamente del fenomeno, a fare ricerca e a divulgare notizie, dati ecc. Cioè tiene vivo, nella comunità con cui si interfaccia, il tema ufologico (è ancora presto per il contatto aperto, universale, ma il tema va tenuto caldo ed esteso a quante più persone possibile).
Il suo pregresso interesse per gli UFO, però, può essere una indicazione di lontani, precedenti e forse rimossi8 contatti con essi (egli infatti afferma che prima di quel viaggio non aveva mai visto gli UFO).
In questi presumibili, rimossi contatti, egli potrebbe aver sviluppato, probabilmente in maniera indotta9, potenzialità ed interessi rimasti latenti ed inutilizzati fino a quel viaggio in sud America. Quelle esperienze argentine, e quelle che poi le avrebbero seguite una volta tornato in Italia, sarebbero servite ad attivare ciò che era solo latente, silente, dormiente. Di qui, poi, l’attività in campo ufologico da egli messa in atto.
È un lettura possibile ed accettabile in quanto logica e supportata dai precedenti di noti contattati/addotti nelle cui vicende essa trova sostegno e conferma e alle quali essa stessa dà conferma.
In sintesi: il contattato (in qualsivoglia maniera10), rimasto inattivo, silente per tanti anni, viene, in un certo momento della sua vita, “attivato” a seguito di un evento che può apparire anomalo in tante “vesti” diverse e che quindi solo superficialmente possiamo catalogare in questo o quell’ambito del mondo dell’inusuale.
Inferenze
Cosa possiamo ricavare da tutto questo?
Il rapimento, il contatto qualsivoglia11, può non avere solo lo scopo di creare ibridi o altro di simile ma, a seconda della civiltà aliena con cui si ha a che fare, anche quello di introdurre qui, sulla Terra, elementi culturali, sociali ed etici volti al miglioramento della nostra civiltà e allo scongiuramento di un evento catastrofico verso il quale ci staremmo avviando continuando con il nostro modo di fare12.
In sintesi, il contatto alieno volto a preparare una certa tipologia di messaggeri, procede con le seguenti fasi: scelta, preparazione, attivazione e azione.
E il contattato? Per parte sua cambierà vita, aggiungendo interessi anche di segno opposto a quelli precedentemente manifestati13.
L’esperienza qui narrata è una conferma di tutto questo quadro e ne costituisce, come detto, un esempio paradigmatico.
Oltretutto, a rifletterci bene, abbiamo ora una teoria (quella del contattato preparato allo svolgimento di compiti futuri) nata dai fatti osservati14, teoria che permette di fare previsioni (cambiamenti di un certo tipo nella vita di chi ha quell’esperienza). E proprio in quanto nata da fatti, tale teoria è falsificabile…modificabile.
Conclusione
Si può dire che un tempo, nel medioevo per esempio, bastava tenere alta l’attenzione su certi temi per evitare che l’uomo scivolasse di nuovo nella barbarie. Ecco dunque che bastava un mistico, un religioso ogni tanto, Ildegarda di Bingen, per es., Francesco d’Assisi15 ecc., per mantenere alto l’interesse su certi temi e certe utili, edificanti finalità. E tanto bastava per tenere l’uomo lontano dalla sua antica barbarie e assicurargli un minimo costante di evoluzione culturale, civile e sociale. Oggi, invece, il pericolo è l’auto distruzione fisica ed occorre perciò un numero ben maggiore di persone sensibilizzate (e sensibilizzanti!) e, dunque, una Santa lldegarda o un san Francesco da soli non basterebbero: ci vogliono decine di sensibilizzati per sperare di tenerci lontani da quel pericolo ed aprirci, prepararci gradualmente e in maniera indolore e produttiva16 ad inevitabili scenari futuri. Dunque, non solo uno, due, tre grandi mistici/illuminati/santi ma, accanto a questi, una pletora di persone di più basso profilo che sentono, però, allo stesso modo, che perseguono ciò che i Grandi inseguono costantemente e tanto intensamente da arrivare fino al sacrificio personale. Che poi tale azione muova, origini da civiltà più evolute della nostra o anche o solo da civiltà evolutissime, o addirittura dalla Fonte Primaria stessa, importa relativamente poco. Questo spiegherebbe anche il cambiamento di obiettivo delle Apparizioni mariane che si è avuto a partire dall’800 (Gaeta) e quanto rivelato a Giorgio Dibitonto sul numero sempre maggiore di persone contattate dalle civiltà più avanzate della nostra dopo la seconda guerra mondiale17.
Dr. Fiorentino Bevilacqua
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- Qui https://www.youtube.com/watch?v=A76MTAsR5cs
- L’intervista a Maurizio Cavallo http://www.noiegliextraterrestri.it/2011/11/noiegliextraterrestri-intervista.html
- Mack, J. E., Rapiti, Mondadori, p. 397
- Mack, op.cit., p. 369
- Turner, K., Rapite dagli UFO, Mediterranee, p. 102
- Malanga, C., Gli Ufo nella mente, p. 29
- Angelucci, O. M., Il segreto dei dischi volanti, p. 159
- La rimozione dell’esperienza inizialmente traumatica, il non ricordarla affatto, potrebbe servire ad evitare ulteriori problemi. Quando a Betty Hill preannunciarono che le avrebbero fatto qualcosa per farle dimenticare l’esperienza che stava vivendo, lei rispose che non avrebbe mai dimenticato, che avrebbe ricordato nonostante tutto. “Può darsi che tu ricordi, non lo so. Ma spero che non sia così perché non ti farebbe alcun bene” le obiettò un preoccupato e molto umano alieno che sulla nave sembrava avere una funzione che noi definiremmo di responsabile scientifico della missione (Fuller, J., Prigionieri di un UFO, Armenia, p. 183). Anche a Valerio Lonzi fu detto che era un bene se dimenticava (Gli ufo nella mente, p. 29), almeno per un certo periodo, e di questa benevola, sia pur temporanea e per taluni non ermetica dimenticanza, ne capiamo la ragione se ci rifacciamo a quanto detto a Dibitonto: chi vive certe esperienze anomale con gli alieni e poi viene ricondotto a vivere la vita di tutti i giorni, difficilmente può non impazzire se non ha il loro aiuto (Dibitonto, G., Angeli in astronave, Mediterranee, p. 162)
- Sono possibili interpretazioni diverse
- “La loro presenza tra gli umani [Cavallo sta rispondendo alla domanda sulla presenza, mimetizzata, dei Clariani e di gruppi di altre civiltà tra i terrestri] non è un fenomeno recente. Da sempre, singolarmente o in piccoli gruppi celati tra gli umani, essi operano una lenta e meticolosa preparazione e sensibilizzazione su alcuni individui terrestri in precedenza contattati o addotti. In un futuro ormai prossimo, essi getteranno le basi per una nuova era di giustizia pace e concordia”. Per la fonte vedi nota 2
- Se per contatto non intendiamo solo quello di tipo “extraterrestre – alieno”, molti sono quelli che hanno ricevuto, tramite contatti, imput e stimoli da un altrove.
- Fonti varie e numerose, sia ufologiche che mistico-religiose.
- Si pensi, per esempio, ad E. Swedenborg che, uomo di scienza prima delle sue esperienze inusuali (apparentemente non ufologiche), a seguito di esse si dedicò alla teologia e alla spiritualità. Anche lui, come Giovanna D’Arco, vedeva Angeli in mezzo agli umani e con essi si intratteneva. E sappiamo che molti “contattati” e, per quanto se ne sa, anche non contattati, descrivono la presenza tra gli umani di soggetti non umani di provenienza esterna alla realtà usuale.
- Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di fatti…fenomenologici. Certo, ma, a ben vedere, cosa non lo è!? Anche il mio essere ora (!?), qui (!?), di fronte al computer, nel caldo di questo agosto tropicale è un fenomeno dello stesso tipo, oggettivo allo stesso modo di quelli narrati, sia nella mia percezione sia in quella di chi eventualmente mi osservasse in qualche modo. Non c’è nient’altro, al di fuori della mia percezione (e di quella di altri biologicamente limitati come me), che possa confermare l’esistenza dell’”ora”, del “qui”, del PC e del caldo africano. In aggiunta, oltre all’essere biologicamente limitati anche per quanto riguarda la percezione e l’analisi del percepito, abbiamo anche una Scienza limitata e non conclusa. Dunque…
- Anche San Francesco fu indirizzato su un nuovo percorso di vita, quello che tutti conosciamo, da una voce udita mentre si recava in Puglia con ben diverse finalità.
- Gaspare de Lama ricorda, in una delle sue innumerevoli interviste, che gli alieni con cui aveva interagito, affermavano di aver commesso degli errori nel corso della loro plurimillenaria storia, in quanto alcune civiltà a cui si erano rivelati, dopo una iniziale fase di progresso, avevano subito una disastrosa involuzione/implosione.
- Dibitonto, G., op.cit, p. 139
N.B. I link riportati sono stati verificati il 30.9.26