Il Passo Djatlov in Russia il primo caso documentato di MUM?

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Il mistero del passo di Djatlov in Russia (attualmente ancora irrisolto), ha visto come unica spiegazione possibile, quella di uno scontro/incontro con uno Yeti, ovvero l’Abominevole uomo delle Nevi, ma io non escludo nemmeno altre ipotesi. A seguire i nomi e le età dei partecipanti alla spedizione.

“1) Igor Alekseevič Djatlov (Игорь Алексеевич Дятлов), capospedizione, 13 gennaio 1936, di anni 23
2) Zinaida Alekseevna Kolmogorova (Зинаида Алексеевна Колмогорова), 12 gennaio 1937, di anni 22
3) Ljudmila Aleksandrovna Dubinina (Людмила Александровна Дубинина), 11 gennaio 1936, di anni 23
4) Aleksandr Sergeevič Kolevatov (Александр Сергеевич Колеватов), 16 novembre 1934, di anni 24
5) Rustem Vladimirovič Slobodin (Рустем Владимирович Слободин), 11 gennaio 1936, di anni 23
6) Jurij Alekseevič Krivoniščenko (Юрий Алексеевич Кривонищенко), 7 febbraio 1935, di anni 23
7) Jurij Nikolaevič Dorošenko (Юрий Николаевич Дорошенко), 12 gennaio 1938, di anni 21
8) Nikolaj Vasil’evič (Vladimirovič?) Thibeaux-Brignolles (Николай Васильевич (Владимирович?) Тибо-Бриньоль), 5 giugno 1935, di anni 23
9) Aleksandr Aleksandrovič Zolotarëv (Александр Александрович Золотарёв), 2 febbraio 1921, di anni 35
10 Jurij Efimovič Judin (Юрий Ефимович Юдин), 1937, di anni 22 “

da Wikipedia
i dieci della spedizione

Il viaggio verso la meta

Andiamo per gradi. Un gruppo di dieci giovani studiosi, neolaureati all’Università degli studi tecnici degli Urali, composto da otto uomini e due donne (tutti esperti di scalate e di sci di fondo), decidono di effettuare un escursione con bivacco di alcuni giorni nel Passo della Morte, per salire poi sugli Urali del Nord e compiere un tragitto di 10 km estremamente difficili, dove al momento erano presenti neve e freddo in quantità, con una temperatura notturna di -30 gradi in media.

I dieci escursionisti arrivano in treno a Ivdel il 25 gennaio 1959, ed all’ultimo villaggio abitato “Vizaj” il 27 dello stesso mese. Da questo sperduto villaggio partiranno per la spedizione la cui risalita comincerà il giorno successivo.

Dal 31 gennaio è stato possibile ripercorrere i loro movimenti grazie alle attrezzature ritrovate dopo la tragedia, tra le quali i rullini e le macchine fotografiche, quindi anche le fotografie. La meta finale della spedizione era il monte Otorton, ma uno dei dieci giovani, Juriy Judin è costretto a rimanere giù ed a tornare indietro. Il nome del Passo della Morte verrà sostituito con quello di Djatlov dopo il terrificante ritrovamento dei corpi, in onore del capo spedizione ed in rappresentanza del resto del gruppo.

Inizio spedizione e scomparsa

Tutto procede bene, i nove studenti-ricercatori arrivano al Passo della Morte; nei giorni il gruppo fa escursioni e scatta foto della loro vita quotidiana in assoluta allegria e spensieratezza. Ma la notte del 2 febbraio avviene la tragedia, apparentemente non sembra che ci siano segni di lotta o estranei arrivati al campo, dalle indagini sovietiche effettuate all’epoca, risulta subito evidente che durante la notte, i ricercatori, strappano dall’interno le tende e scappano fuori correndo senza scarpe e senza le attrezzature per il freddo estremo. L’azione in se, sembra ispirata da follia, una follia generata da terrore, il gruppo si divide e si sparpaglia, probabilmente è in atto una piccola tormenta, la visibilità è quindi scarsissima; nulla, se non una presenza sconvolgente e pericolosa può giustificare il loro atto.

Le indagini degli inquirenti

Il gruppo ormai scomparso, mai arrivato a destinazione e mai ritornato indietro, viene ritrovato in condizioni che fanno rabbrividire. Inizialmente si evidenzia che: nessuno dei corpi, fatta eccezione 2 scatole craniche e 2 scatole toraciche, sembrano avere segni di colluttazione o di urti, ad una delle vittime manca la lingua, due o tre dei corpi sono senza occhi, le espressioni dei morti sono di terrore estremo.

Inizia il mistero

Uno studio del ricercatore Vadim Chernobrov del 1999 sugli eventi di Djatlov

Nessuna spiegazione logica e razionale viene infine considerata dagli inquirenti sul caso del Passo Djatlov, l’unica plausibile spiegazione, è che qualcuno dall’esterno delle tende li ha presi di sorpresa e terrorizzati, nonché inseguiti ed aggrediti.

Almeno sette dei nove corpi sembrano esser deceduti per assideramento, mentre erano rannicchiati e nascosti ed attendevano che finisse il pericolo, considerato a tutti gli effetti maggiore della temperatura bassissima e della tormenta in atto, nonché dei rischi di assideramento da essi conseguenti e di cui il gruppo era perfettamente consapevole.

Una delle anomalie riscontrate nei corpi del Passo Djatlov è la presenza di radiazioni sopra la norma, in particolar modo nei vestiti, come se i corpi fossero stati a contatto con qualcosa che le produceva. L’assenza di superstiti rende il giallo ancora insoluto e tutte le ipotesi aperte.

Lo stesso governo dell’URSS sostenne a suo tempo la possibilità che i giovani furono aggrediti da Yeti durante il bivacco notturno. Non è mai stata spiegata l’assenza di occhi e lingua di alcuni dei giovani.

Approfondimento

Facciamo di nuovo un passo indietro. I ragazzi si trovavano sul monte Cholatčachl quando sono scomparsi. Li furono trovate prima le tende e poi i corpi. La spedizione dei soccorsi partirà il 20 febbraio e il campo verrà ritrovato il 26, ventiquattro giorni dopo la strage. Il 12 febbraio il capo spedizione avrebbe dovuto già essere a valle nella città di Vizaj per inviare un messaggio con il telegrafo, ma questo non avvenne mai.

La prima potesi che gli inquirenti di polizia ed esercito vagliarono, era quella del popolo degli indigeni Mansi, ma fu esclusa subito dopo le prime quattro autopsie, i colpi subiti da al torace ed in testa erano troppo gravi per essere inferti da un uomo, addirittura le indagini stabilirono che i colpi al torace erano tali da sembrare il risultato di una botta subita in uno scontro automobilistico ad alta velocità.

Esclusa l’ipotesi dei Mansi e di aggressione umana decadeva anche quella del raptus di follia. Prende quindi il sopravvento l’potesi Yeti, che non approfondiremo in questo articolo.

UFO o esplosione nucleare o meteoritica?

In uno scorso articolo, abbiamo parlato del fenomeno delle Mutilazioni Umane Metodiche (MUM); il Passo Djatlov potrebbe in effetti essere incluso tra i misteri riconducibili proprio a tale fenomeno. Ma andiamo per gradi.

Esplosione nucleare o di una meteora?

Secondo alcuni ricercatori russi, i giovani studiosi avrebbero visto un forte bagliore in cielo e si sarebbero precipitati fuori dalle tende senza badare ai vestiti e le scarpe. Presi da curiosità, vedono una sfera di luce o di fuoco in cielo sopra di loro. Alcuni di questi investigatori suppongono anche che si possa esser trattato di un meteorite che ha spaventato i ragazzi e li ha fatti fuggire via perchè esplodendo a bassa quota vicino a loro, li ha colti impreparati ed ha fatto scoppiare il panico. Qualcuno sostiene addirittura che possa essersi trattato di un esplosione nucleare, infatti erano già in atto questo tipo di esperimenti in URSS.

Leggendo una per una queste affermazioni, possiamo però dire che non vengono spiegate le lacerazioni fatte dall’interno delle tende per scappare fuori, in effetti, se fossero stati incuriositi e non spaventati, sarebbero usciti dall’ingresso di esse senza strapparle e senza fuggire.

Un meteorite, una volta esploso in aria diventa inerme, quindi i ragazzi perchè sarebbero dovuti scappare via dopo? Una esplosione nucleare non avrebbe contaminato i loro abiti senza intaccare il resto delle cose, ma avrebbe soprattutto irradiato i loro corpi. Inoltre li avrebbe comunque accecati o ustionati e le tracce sarebbero state evidenti anche se un esplosione fosse avvenuta a 20 km di distanza.

Se il meteorite frantumato ed esploso avesse fatto cadere alcuni dei suoi frammenti, questo avrebbe giustificato il panico, ma dalle indagini sarebbero sicuramente emersi dei crateri da impatto.

Ora, a parte che non vi sono tracce di impatti meteoriti, di detriti o stratificazione di polveri meteoritiche e di esplosioni nucleari e contaminazioni del terreno di questo ed altri generi, queste ipotesi spiegano solo una minima parte dei fatti, ma mai le cose più importanti, per esempio l’assenza di occhi, labbra e lingua di alcuni corpi, oppure le ossa fracassate da impatto dei crani e degli sterni e come detto sopra la fuga, il terrore e le lacerazioni delle tende.

Ipotesi UFO-MUM

L’ipotesi UFO e quella MUM invece spiegherebbero tutti i fattori. Vediamo insieme il perchè: possiamo presumere che un OVNI possa diffondere intorno a se radiazioni e radiazioni elettromagnetiche, che produca calore ed anomalie, quindi anche forte luce.

Ne consegue che l’eventuale creatura da esso fuoriuscita, possa avere destato e spaventato gli esploratori, causandone l’uscita dalla tenda dei presenti (almeno di alcuni), contaminando persino i loro abiti, usciti dalle tende si sarebbero trovati faccia a faccia non solo di un UFO di origine ignota, ma di una o più creature che hanno terrorizzato i presenti. Di conseguenza, gli altri rimasti in tenda sarebbero usciti precipitosamente strappando la tenda dall’interno terrorizzati dalle urla degli altri, oppure, è probabile che una creatura sia entrata dentro una delle tende mentre i presenti fuggivano spaventati e lacerando la stessa dall’interno.

la creatura era munita di gran forza ed ha fratturato due crani e due sterni scaraventando due dei ragazzi via come fuscelli e rallentando quelli colpiti alla testa.

Cosa accade dopo? Due dei giovani vengono poi parzialmente smembrati, infatti verranno trovati senza bulbi oculari e labbra, ed uno di essi anche senza lingua.

I corpi ritrovati

Gli altri del gruppo sono talmente terrorizzati da tentare di scendere a valle mentre è in atto una tormenta e ci sono -30 gradi senza scarpe ed indumenti consoni, mentre altri muoiono anch’essi surgelati in attesa di poter rientrare al campo dove è avvenuto l’orrore.

Prossimamente approfondiremo ancora con un altro caso.

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