Rennes-le-Château: un collegamento con Roma?

Torre Magdala di Rennes-le-Château
Torre Magdala di Rennes-le-Château. Foto di Isabella dalla Vecchia.

Sul piccolo e sperduto paese di Rennes-le-Château, si sono riversati fiumi e fiumi d’inchiostro. Seri studiosi e ricercatori si sono dedicati allo studio non solo dell’aspetto storico del paese, ma soprattutto si sono dedicati allo studio per quel che riguarda un segreto che “probabilmente” esso custodirebbe.

Ormai è un tema cosi ampliamente trattato nella saggistica mondiale che sarebbe superfluo qui riportare a grandi linee la sua storia “occulta” e quella del suo parroco Bérenger Saunière.

Perciò quello che proverò a fare qui è fare delle personali constatazioni su qualcosa che conosco profondamente, visto che Rennes-le-Château è un argomento di cui mi sono interessato per ben tredici anni.

La ristrutturazione del Tempio.

La storia tramandataci e che ancora permane, ci espone a grandi linee di come tutto, probabilmente, ebbe inizio.

Per pura “casualità” durante i lavori di rifacimento della chiesa di Santa Maria Maddalena infatti, ci viene sempre detto che involontariamente un operaio fece cadere il pilastro visigoto dove il sacerdote trovò quattro pergamene, due testi del nuovo testamento in latino e due pergamene riguardanti alcune genealogie, di chi non si sà.

Da come la storia ci viene esposta, da questo momento in poi le cose per il nostro parroco, sarebbero cambiate, lo avrebbero reso “immortale”.

Simboli e Tombe.

Particolare dell'entrata del cimitero di  Rennes-le-Château
Particolare dell’entrata del cimitero di Rennes-le-Château. Foto di Isabella dalla Vecchia

Inizialmente Saunière ricevette una donazione dalla marchesa di Chambord, la moglie di Enrico di Borbone di Francia, con la quale iniziò i primi lavori.

Dopo di che, dopo aver rivenuto le “famose pergamene”, le fece vedere al suo superiore, Monsignor Billard che gli “consigliò” di andare a Parigi presso il seminario di Saint Sulpice.

Li avrebbe trovato un seminarista molto esperto in decifrazioni: Emile Hoffet.

Terminato il suo compito a Parigi e dopo aver avuto da Hoffet quello che voleva, torna a Rennes-le-Château e da qual momento in poi come riportano le “cronache”, comincia ad avere somme illimitate di denaro, la cui provenienza starebbe alla base del mistero, forse.

Da qui in poi il parroco non solo ristrutturerà la chiesa di Rennes-le-Château, ma ne stravolgerà l’interno con simbologie che sono estranee al dogma.

Il comportamento di Saunière divenne anche dissacratorio per via di un elemento appurato, con tanto di segnalazione al sindaco e una denuncia.

Un ritrovamento a Rennes-le-Château.

Questa segnalazione e la denuncia è dovuto al fatto che di notte, insieme alla sua giovane perpetua Marie Dénarnaud scavò nel cimitero.

Spostarono tombe, e distrussero epitaffi.

La domanda è: cosa cercava? O chi cercava?

Nessuno lo sà, ma quello che è certo è che lui stesso annoterà su un diario, di aver trovato una tomba.

( Non specifica oggettivamente parlando, se l’abbia trovata nel cimitero, o dentro la chiesa. Probabile che abbia scoperto più di una tomba ma che riporti il ritrovamento solo di una ).

L’interno della chiesa di Rennes-le-Château: i Simboli.

La chiesa di Rennes-le-Château è veramente piccola. Personalmente non ci sono ancora stato, spero di andarci presto.

Quello che è riscontrabile dal web e nelle varie descrizioni apparse negli innumerevoli testi, è la descrizione del primo elemento che si trova subito dopo l’entrata.

Si tratta di un gruppo scultoreo che vede protagonista un demone, che fin dall’inizio di questa affascinante storia, è stato etichettato come Asmodeo, il demone che secondo la tradizione venne evocato da Re Salomone non solo per costruire il tempio, ma anche per proteggerne i tesori.

Il demone Asmodeo nella chiesa di Rennes-le-Château
Il demone Asmodeo nella chiesa di Rennes-le-Château. Foto di Isabella dalla Vecchia.

Sopra il demone ( che sorregge a fatica una conchiglia che contiene l’acqua santa) vediamo che ci sono 4 angeli, ognuno dei quali fa un gesto che, nel suo insieme forma il segno della croce.

Quattro angeli sopra il demone
Quattro angeli sopra il demone. Foto di Isabella dalla Vecchia.

Nel mezzo di questo elemento, la scritta in francese “Con questo segno tu lo vincerai”.

Nella chiesa ci sono poi le famose statue di santi che con le loro iniziali formano la parola Graal ( Elemento esposto quasi da tutti i ricercatori nei loro lavori):

  • San Germana
  • San Rocco
  • Sant’Antonio eremita
  • Sant’Antonio da Padova
  • San Luca.

Altro oggetto di un ulteriore mistero è la raffigurazione di Giovanni Battista che battezza Gesù. L’anomalia qui è troppo palese: sotto il battista si trova la lettera Omega, e sotto Cristo la lettera Alfa. Queste due lettere rappresentano l’inizio e la fine. Che cosa potrebbe significare in questo contesto?

Gesù riceve il battesimo da Giovanni Battista
Gesù riceve il battesimo da Giovanni Battista. Foto di Isabella dalla Vecchia

Nella chiesa vi è esposta anche una via crucis in senso antiorario. Ci sono probabilmente altri luoghi con questa particolarità, e cosa ancor più importante è secondo me, non sottovalutare la possibilità che tale elemento sia riconducibile ad una contro iniziazione. Si, ma di che tipo di contro iniziazione stiamo parlando?

Breve considerazione.

In tutta questa storia intrigante di sicuro, molte cose sono state volontariamente inserite senza mai fornire prove tangibili ( come ad esempio le pergamene o altri elementi). Se bisogna fare ricerca , quella seria, senza prove oggettive è praticamente impossibile delineare un quadro più o meno esatto dell’intera questione.

Perciò di conseguenza, analizzare ogni minimo dettaglio, da quello reale a quello più speculativo, è molto più importante che etichettare quasi immediatamente l’intera faccenda ad una colossale bufala come alcuni fanno, questo perchè, una bufala non è!

Le altre opere del parroco di Rennes-le-Château .

La ristrutturazione della chiesa , che ricordo è stata merito sia della marchesa di Chambord che aveva preso a cuore la devozione di Saunière alla monarchia, sia alla sua scoperta, non è l’unica cosa che realizzò durante la sua vita.

Infatti edificò un giardino botanico e come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, la torre Magdala, altra importante struttura che porta il nome della Santa.

La fine.

Come in tutte le storie prima o poi arriva un finale, bello o brutto che sia. Monsignor Billard muore il 3 dicembre 1901 e Saunière rimane senza un amico, senza un consigliere. Al suo posto subbentra un altro vescovo che a differenza del predecessore si mostrerà non solo un uomo austero e inflessibile, ma anche testardo, cosi testardo che volle a tutti i costi scoprire da dove Saunière prendesse tutti quei soldi. Stiamo parlando di Monsignor Paul Félix Beuvain de Beauséjour.

Il parroco di Rennes-le-Château venne quindi accusato di simonia e fu sospeso fino a quando, sembra, con un ricorso vinse e trascorse i suoi ultimi tempi li, nel suo villaggio e nella sua chiesa insieme alla sua perpetua.

Strani spostamenti di un parroco.

Stando al sito di Mariano Antoniono Tomatis Guida storica all’enigma di Rennes-le-Château – Rennes-le-Château (.it) (renneslechateau.it) sembrerebbe che il Saunière viaggiò spesso per Lione. La vasta letteratura dedicata a questo enigma, riporta quasi sempre il fatto che dopo la scoperta il parroco diventerà un tipo molto strano. Si assenta sempre dal suo piccolo borgo per andare chissà dove.

Solamente dieci anni fa circa, per il portale www.terraincognitaweb.com riportavo l’ipotesi di un viaggio di Saunière a Roma per via di un particolare esposto nella chiesa romana di Sant’Eustachio.

Ma è solo recentemente, con l’aiuto divulgativo del portale IL MITO DI RENNES LE CHÂTEAU ALLA CHIESA DI SANT’EUSTACHIO (luoghimisteriosi.it) , della rivista Fenix e del sito Rennes-le-Château et le vitrail de Saint Eustache à Rome (portail-rennes-le-chateau.com) che ho fatto notare nuovi particolari presenti in questa chiesa romana, il cui collegamento con il piccolo con Rennes-le-Château, a mio avviso, potrebbe riservare nuove chiavi interpretative.

La vetrata e il bassorilievo.

Secondo alcuni, le opere all’interno della chiesa furono fatte da Giscard di Tolosa, mentre pochi elementi furono opera di Bérenger Saunière, come nel caso del bassorilievo esposto sotto l’altare.

Per quanto riguarda invece la vetrata presente nella chiesa di Sant’Eustachio, a quanto pare venne creata da Gabriel e Louis Gesta anche loro di Tolosa come Giscard. L’aspetto curioso è :

  • La vetrata sembra essere stata realizzata sul finire del decennio dell’800, parallelamente ai lavori di restauro che si stavano svolgendo nella chiesa di Santa Maria Maddalena e agli spostamenti di Saunière a Lione ( ma da Lione Saunière si sarebbe potuto dirigere anche altrove, senza necessariamente lasciare tracce).
  • Il diacono di Sant’Eustachio a quell’epoca era un certo Luigi Trombetta, il quale è deceduto in una data molto ricorrente a Bérenger Saunière, vale a dire il 17 gennaio.
  • All’interno della chiesa di Sant’Eustachio, oltre ad altre opere artistiche vi è presente un’opera di un parente di Nicolas Poussin, altro personaggio che, secondo la leggenda, era un Gran Maestro del misterioso Priorato di Sion.
  • Tale vetrata sarebbe stata più consona all’interno della chiesa di Santa Maria Maddalena, che si trova a pochi passi da Sant’Eustachio, avrebbe avuto certamente più senso li che altrove. Perchè scegliere Sant’eustachio?

Mettiamo a confronto l’immagine del bassorilievo della chiesa di Santa Maria Maddalena a Rennes-le-Château e la vetrata presente a Roma a Sant’Eustachio.

Bassorilievo presente nella chiesa di Rennes-le-Château
Bassorilievo presente nella chiesa di Rennes-le-Château. Foto di Isabella dalla Vecchia.
Maria Maddalena penitente di Sant'Eustachio
Maria Maddalena penitente di Sant’Eustachio. Foto di Simone Leoni.

Un altro enigma.

É stato grazie a Marcuzio Isauro, ricercatore e studioso di tematiche misteriose che ho potuto notare quello che a prima vista è un altro enigma all’interno della stessa vetrata . Il particolare si trova in basso, ai piedi della Maddalena.

Si tratta a tutti gli effetti di un blasone di un marchese la cui corona ne è una conferma. Ma a quale marchese del passato appartiene?

Ho chiesto a svariati amici, seri e stimati ricercatori i quali a loro volta, incuriositi da questo elemento, hanno chiesto informazioni a dei loro conoscenti esperti in araldica.

Purtroppo anche in questo caso, non si è riuscito ad avere risposte adeguate.

C’è addirittura chi si è spinto a suggerire che il blasone sia un’opera di fantasia, ma il contesto in cui si trova fa decadere questa supposizione, trattandosi di un luogo di culto.

Anche l’idea di un blasone simbolico decade, in quanto ci sono numerosi tipi di blasoni a sfondo religioso totalmente differenti da quello mostrato sopra, anche un profano lo saprebbe distinguere.

Il mistero si infittisce…

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