La Madonna appare nella piacentina San Bonico?

La Madonna, la Vergine Maria, la Madre di Gesù, sta facendo visita al piccolo borgo di San Bonico, alle porte di Piacenza?

Naturalmente, e come sempre, occorre partire dall’inizio.

L’antefatto

Siamo, dunque, nel luglio del 2004.

Un tale di nome Celeste, a cui è recentemente scomparsa la figlia, afferma di aver parlato nientemeno che con la Madonna in persona. Questa gli avrebbe ordinato di scegliere un prato, soprattutto molto spazioso, affinché la gente possa accorrere numerosa ad ascoltare i Suoi messaggi. Gli appuntamenti vengono fissati al giovedì, e con qualunque condizione atmosferica, durante i quali Ella si manifesterà al veggente prescelto.

Celeste, in realtà, deve aver avuto qualche difficoltà ad individuare il campo, perché sarà una successiva apparizione della Madonna in una nube bianca, a sceglierlo al suo posto (siamo nella zona dove Celeste abita, e cioè San Bonico, più precisamente lunga la strada che collega detto paese al vicino Mucinasso). E il prato presenta una curiosa forma triangolare. 

apparizione Madonna luogo

Da allora, come detto, a San Bonicoogni giovedì sera dalle 20 (ora solare) appuntamento al campo, recitando il rosario ed altre preghiere, in attesa di Celeste. Almeno, così è stato fino allo scoppio della pandemia.

A questo punto,sorge spontanea la domanda: “ci sono indizi che fanno pensare che lì possa davvero capitare qualcosa di eccezionale?”.

Alcune delle persone con le quali ho parlato hanno accennato a ondate di calore e a fragranze profumate.

In altri casi, ho letto di “guarigioni miracolose” o di preghiere recitate in latino da Celeste, lingua che afferma di non conoscere.

Talvolta, poi, apposita strumentazione avrebbe rilevato delle variazioni di campi elettromagnetici, “impazzendo”.

E che dire quelle fotografie che mostrerebbero eventi luminosi non identificati?

Per finire, alcuni anni fa, nelle mani di Celeste si sarebbe materializzata un’ostia, successivamente spezzata e mangiata dai presenti (almeno, è quanto mi ha raccontato un testimone dell’evento). 

Insomma, tanta “carne al fuoco”.

L’esperienza sul campo

Mosso dal desiderio di capire cosa davvero succeda a San Bonico, un giovedì sera di alcuni anni fa decido di recarmi sul posto.

Le premesse non sono certo ideali, vista la temperatura stabilmente a cavallo dello zero anche durante le ore di luce, e la pioggia dei giorni precedenti che presumo abbia trasformato il campo delle presunte apparizioni della Madonna in una sorta di pantano (cosa puntualmente verificatasi).

Senza navigatore satellitare diventa difficile individuare il posto ma, una volta imbroccata la strada giusta, basta lasciarsi guidare dal flusso di auto.

Arrivo con un buon anticipo, e già ferve l’attività di preghiera, concentrata nei pressi di un albero carico di ex voto.

Madonna

Alcuni presenti sono in piedi, altri seduti su seggiole da spiaggia, molti irriconoscibili per l’abbondanza di indumenti che li riparano dal freddo e dall’umidità.

In cielo, una pallida e silenziosa luna rincorre nubi cariche di pioggia.

I più “esperti”, che a San Bonico “sono di casa”, sapendo dove il veggente si indirizzerà per le sue visioni, hanno già occupato la zona circoscritta. È costeggiata da un piccolo canale (ricordo che l’acqua sembra un comune denominatore a molte apparizioni della Madonna).

Alcune puntualizzazioni

Noto molta intensità e fervore nella preghiera, senza distinzione fra giovani e meno giovani (che sono la netta maggioranza).

Verso le ore 20.15 arriva Celeste, accompagnato da una vettura di piccola cilindrata.Fra due ali di folla (duecento persone?) e sorretto da un paio di uomini, si dirige a passo veloce, seppur incerto, verso l’albero dove afferma di vedere la “Madonna della Notte” (la distanza è di una ventina di metri).

Nei pochi secondi che mi sfila davanti, ho modo di osservarlo bene: sulla sessantina, piccolo di statura e dalle forme generose. Ma è l’espressione che mi colpisce e mi sorprende. Lo sguardo è assente, gli occhi puntati in avanti a mirare un punto indefinito. Nessuna attenzione per l’ambiente circostante, nessun saluto, nessun sguardo ricambiato.

Giunto sotto l’albero, la Madonna inizierebbe subito a comunicare con lui.

Allora, i muscoli del suo volto si rilassano in un’espressione serena, le mani si giungono mentre le palpebre si abbassano per dar spazio ad una vista che non ha bisogno di occhi.

per la madonna

Il messaggio, ripetuto a bassa voce, è breve e, a dire il vero e se mi è concesso il termine, un po’ deludente. È sostanzialmente un invito alla preghiera, come già ripetuto in tante altre presunte apparizioni in giro per il mondo.

Osservo, allora, la gente.

per la madonna

Qualcuno si commuove, altri alzano lo sguardo verso le cime degli alberi in attesa di un segno. Una persona lancia baci a ripetizione verso il punto dove Celeste sembra concentrare lo guardo.

Nulla, in realtà, accade a livello sensibile.

C’è una grande sensazione di pace, questo sì, che scalda il cuore, se non i piedi (completamente assiderati).

Il giudizio della Chiesa

Comunque sia, cosa dice la Chiesa, indirettamente chiamata in causa, dei fatti di San Bonico?

Nel 2009 il vescovo di Piacenza-Bobbio Monsignor Ambrosio istituisce una commissione allo scopo di “raccogliere gli elementi utili per un’adeguata valutazione per l’opportuno discernimento”. Questa evidenzia il rischio “di compromettere la dottrina cristiana sia per le omissioni o carenze nei messaggi che il signor Celeste Orbetelli riceverebbe dalle presunte apparizioni della Madonna, sia per il linguaggio usato in questi messaggi, poco in linea con la tradizione cristiana”.

Morale, i vescovi di Parma e Piacenza-Bobbio raccomandano “ai sacerdoti di non partecipare a questi incontri” e “con prudenza e con delicatezza cerchiamo di invitare anche i nostri fedeli a non partecipare a questi incontri”.

Diciamo che la storia dell’ostiaha definitivamente convinto la Chiesaa stroncare l’intera faccenda, visto che il sacramento dell’Eucarestia “extra Missam”, salvo che nel caso degli infermi, non può essere celebrato al di fuori di una messa.

Proviamo a ragionare

A questo punto, è possibile trarre conclusioni su questa vicenda?

Già il fatto che il fenomeno delle presunte apparizioni della Madonna sia ancora in corso, rende la cosa problematica.

Proviamoci, comunque, partendo dagli “indizi”.

Innanzitutto, occorrerebbe avere la certezza che esistano nella loro oggettività.

Ad esempio, una guarigione è stata davvero straordinaria? Basti pensare alle ferree regole che ha imposto la Chiesa per il riconoscimento di un miracolo a Lourdes, per capire che è molto difficile che essa si presenti.

Per il “calore” e i “profumi”, al di là della soggettività della percezione ed interpretazione, si possono trovare delle cause convenzionali.

Prendiamo il primo. Al di là del fatto che, inverno escluso, vi possono essere correnti di aria calda assolutamente naturali, non potrebbe essere la stessa sensazione di benessere psicologico, che io stesso ho percepito, ad essere confusa con un calore fisico o la suggestione, figlia del fatto che il vicino sostiene di percepirlo? 

Per i secondi, direi che un’essenza artificiale che si è spruzzata una persona nei pressi, oppure i tanti fiori depositati nel luogo degli ex voto, possono essere una giustificazione più che adeguata.

Una precisazione

In riferimento alla strumentazione che rileva una variazione del campo elettromagnetico, potrebbe essere sufficiente un banale cellulare nelle vicinanze che per un qualche motivo si è attivato, ad esempio per l’arrivo di un messaggio (ricordo che le persone sono a stretto contatto).

Siamo, poi, sicuri che Celeste abbia davvero parlato in latino? Quante persone oggi conoscono il latino per affermare “era latino”? Anche ammettendo di sì, se si è trattato di preghiere non vi è in fondo nulla di strano. Ricordo che lo faceva pure mia nonna, perché da giovane le aveva imparate a memoria, pur non conoscendo il latino e, quindi, non capendo nulla, o quasi, di quanto diceva.  

Una riflessione più complessa

Più complesso il discorso dell’ostia apparsa nelle mani di Celeste.

Conosco una persona che è stata testimone del fatto, così come vi sono fotografie (ne ho una stampa pure io, in quanto distribuita la sera stessa della mia visita).In questo caso, come appare evidente, non si può parlare di autosuggestione. L’ostia c’era, e se la sono pure mangiata. Si tratta di una “materializzazione”, come la fenomenologia spiritica conosce bene?

Non essendo possibile nessun tipo di verifica (e neppure di analisi, visto la fine che ha fatto l’ostia), ogni giudizio sarebbe privo di prove a sostegno.

Conclusioni sulle fotografie

Veniamo, ora, alle fotografie mostranti strani corpi luminosi, un fenomeno di contorno, se vogliamo, alle supposte apparizioni della Madonna.

Ho avuto modo di consultarne alcune. Nella sostanza, si tratta o dei classici “orb”(riflessi del flash su particelle di polvere e umidità) oppure di apparenze troppo incerte su fondi scuri o neri (chi me le ha mostrate ha invece parlato di “schiere di angeli”) per potersi fare un’idea realistica. Dalle fotografie che ho scattato io stesso, si può verificare il primo fenomeno (osservare il punto luminoso dentro al piccolo cerchio, quasi nel centro dell’immagine).

Per il secondo, potrebbe esseri trattato di una serie di luci artificiali disposte lungo l’orizzonte, come si intravede da un’altra mia fotografia.

Infine, “due parole” sulla figura di Celeste.

Pochi minuti di conoscenza, neppure diretta,impediscono qualunque tipo di serio giudizio.Quello che mi pare evidente è che viva realmente uno stato alterato di coscienza durante le presunte apparizioni.Credo, però, che sarebbe necessario inquadrare il tutto in un contesto più ampio, cioè meno figlio di interpretazioni esclusivamente religiose, se si vuole capire davvero cosa stia avvenendo. Ma, ovviamente, è complicato.

Quella sera, comunque, non è accaduto nulla. Cioè non significa che a San Boniconon sia accaduto prima o che non accadrà poi (ad ogni modo, ho avuto modo di recarmi in loco altre due volte ma senza registrare alcunché di anomalo).

Il caso, dunque, rimane aperto.  

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