Castello di Vigevano

Il Castello di Vigevano ci è stato segnalato. Il residente in zona, in più occasioni, ha visto una luce muoversi in una stanza. Stanza tra quelle che hanno ospitato Beatrice D’Este. Altri ci hanno raccontato di aver visto qualcosa di evanescente passargli davanti. questo durante visite al castello vi Vigevano ed in particolare all’altezza della “Cavallerizza“.

Il Destriero Bianco

Facendo ricerche apprendiamo l’esistenza di una leggenda. Nella notte seguente la drammatica sconfitta di Novara (8-10 aprile 1500). Disfatta che mise fine al regno di Ludovico il Moro che venne catturato in quel frangente. Regno, quello del Duca, che aveva avuto molti risvolti positivi portando un periodo di prosperità.

Quella notte, si narra, uno splendido destriero bianco irruppe nel castello di Vigevano. Al galoppo sfrenato si lanciò su per la rampa che saliva all’ingresso del maniero presente alla base della torre.

Rampa carrozzabile coperta di accesso al Castello di Vigevano

L’animale era la cavalcatura preferita del Duca che, per evitargli i rischi e i pericoli della battaglia, non lo aveva portato con se. Ora il cavallo bianco cercava il suo padrone. Trovata la porta sbarrata. Il destriero tornò a scorrazzare per la piazza. Irrequieto batteva selvaggiamente gli zoccoli ferrati. Finché, improvvisamente, sembrò sparire nel sottosuolo. Si narra che i suoi calci avessero aperto un buco nel selciato e che vi fosse precipitato dentro. Ma non fu possibile ritrovarne il corpo. Agli esterrefatti popolani non rimase che riempire la fossa che si era aperta nella volta di una cantina.

Il Nostro sopralluogo

Decidiamo di effettuare un sopralluogo al castello di Vigevano. Ottenuti i permessi, ci rechiamo sul posto. scarichiamo e posizioniamo le nostre attrezzature. Telecamere fisse collegate ad un DVR per la registrazione continua dell’ambiente microfoni panoramici. Come di consueto, avviamo le registrazioni. Usciamo dai locali lasciando registrare gli apparecchi senza l’interferenza di nessuno di noi.

Trascorse un paio d’ore, rientriamo all’interno. Iniziamo a girare per i vari ambienti. Ci soffermiamo, di tanto in tanto, scattando foto agli infrarossi e/o ultravioletti. utilizziamo microfoni ultrasensibili per cercare eventuali suoni attribuibili a presunte voci elettroniche (EVP).

Terminiamo il primo sopralluogo. Considerata la vastità del sito, programmiamo almeno atre due sessioni di indagine.

Cose curiose

Nella stanza che fu camera da letto di Beatrice D’Este, mentre scattavamo foto, uno di noi, Massimiliano, cominciò ad accusare uno strano malore. Ebbe un improvviso calo di forze, tanto che si dovette sedere spossato. Solo uscendo dalla camera cominciò a sentirsi meglio. Suggestione? Aggressione da parte di una presunta entità?

Durante una perlustrazione esterna, passando davanti ad una torre, abbiamo avvertito dei disturbi elettromagnetici alle nostre attrezzature. Le reflex e le videocamere non mettevano a fuoco. Superata la torre il problema svanì. Pesammo a qualche interferenza causata da un dispositivo sul posto. Ma il nostro accompagnatore della pro loco disse che non c’era assolutamente nulla.

Sagome nelle foto

Tra le numerose foto scattate, alcune presentano delle anomalie. Tra esse, nel giardino interno del castello di Vigevano, vi è un muro. Su questo, nella seconda guerra mondiale, furono fucilati alcuni patrioti. Proprio su quel muro sembra di scorgere una sagoma umana in piedi. La certezza di essere solo durante quello scatto è assoluta. Nessuno inoltre, in quel momento, si trovava nel piazzale.

Muro nel giardino interno

Sopra un muro che costeggia la “Cavallerizza” poi, in uno scatto, sembra di scorgere una sagoma luminosa che ricorda una forma umana.

Sagoma sopra il muro
stessa foto con uso di infrarossi

Nella Ghiacciaia

Altre foto ci hanno incuriosito parecchio. Strane evanescenze sono risultate in varie foto. Naturalmente abbiamo la sicurezza che non si trattava ne di fumo ne di nebbia. L’aria era assolutamente limpida.

Nella ghiacciaia, in particolare, tra un turbinio di sfere luminose causate da i riflessi del flash sulle particelle di polvere smossa da nostro passaggio, sembra di scorgere una figura antropomorfa. Osservando bene l’immagine, la forma ricorda una figura molto nota agli appassionati di ufologia, un Grigio.

Foto nella Ghiacciaia
dettaglio della foto precedente

Concludo dicendo che, al castello di Vigevano, potrebbe esserci attività paranormale, gli indizi sono molti. Ovviamente questa è solo una prima indagine. La situazione andrà approfondita, cosa che sicuramente faremo in futuro.

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