La Marina USA brevetta tecnologie da UFO

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La Marina USA rilascia ancora informazioni, ma queste passano maggiormente in sordina.

Sarà un caso ma all’indomani del notevole clamore causato dalle dichiarazioni rese dai portavoce della Marina Militare americana in merito all’esistenza di oggetti volanti non identificati e di progetti costanti di studio su di essi, la stessa forza armata si è letteralmente “precipitata” negli ultimi tempi, a richiedere la registrazione di brevetti incredibili, tali da far realmente invidia agli stessi UFO.

Tali brevetti, attinenti la sfera commerciale e quella militare, riguardano la creazione di campi di forza elettromagnetici, clamorosi sistemi propulsivi, velivoli ibridi che possono viaggiare sia nello spazio che sott’acqua e reattori nucleari a fusione che possono essere montati a bordo di questi velivoli.

Certo è che all’indomani delle ammissioni sui progetti OVNI, dalla Marina USA ci sonos tate diverse divulgazioni ed aperture. Risulta perlomeno singolare apprendere anche la notizia del deposito ufficiale di questi brevetti, manovra che farà sicuramente supporre ai “cospiratori” l’esistenza di una regia occulta, che sta opportunamente veicolando le dichiarazioni sugli UFO in modo da accendere ulteriori discussioni tra gli addetti ai lavori e nell’opinione pubblica. Oppure, come già avvenuto più volte in passato, essa sta portando avanti una meticolosa e mirata disinformazione.

A ciò si aggiunga anche il nuovo orientamento adottato improvvisamente dal Dipartimento di Stato americano il quale, contrariamente ad un passato totalmente negazionista, sta ora adottando una politica di parziale “apertura” nei confronti dei fenomeni non identificati, che va di pari passo con l’incessante verificarsi degli avvistamenti in tutto il mondo.

Ma di che tecnologie parliamo?

Come detto, si tratta di tecnologie futuristiche che calcano la strada intrapresa anni fa da Nikola Tesla, il famoso inventore, che certamente non si meraviglierebbe più di tanto
dinanzi alla messa a punto di superconduttori a temperatura ambiente e di generatori di campi elettromagnetici ad alta energia. Più inquietante, per noi, è invece la realizzazione di un velivolo ibrido la cui peculiarità, l’abbiamo detto, è quella di avere un multi-impiego (terra, acqua e spazio) così vasto da far impallidire anche il più brillante degli scrittori di fantascienza.

Se volete comunque saperne di più cliccate sul link
https://patentimages.storage.googleapis.com/5d/18/ae/8b518ca57f8b27/US10135366.pdf vi si aprirà un mondo ove potrete visionare uno dei brevetti creati da Salvatore Cezar Pais forse il più importante ricercatore oggi al soldo della US.Navy.

Quest’ultimo, avrebbe anche rivelato che la Cina è attualmente molto più avanti in vari campi di ricerca tecnologica, rispetto agli USA; ciò risulta sicuramente singolare, se facciamo riferimento ai sopracitati brevetti depositati dalla Naval Air Warfare Center Aircraft Division nonché alle testimonianze rese, negli anni, da numerosi piloti americani che asseriscono di aver visto oggetti sottomarini non identificati (USO) in grado di compiere incredibili manovre in profondità ma anche di emergere improvvisamente e volare alti nel cielo.

Competizione tecnologica

La Marina USA, proprio in considerazione di tale “competizione” con l’altra grande attuale potenza mondiale la realizzazione di questo avveniristico velivolo avrebbe obbligato il “Chief Technical Officer (CTO) della Naval Aviation Enterprise” ad inviare unitamente alla
richiesta di brevetto, una lettera nella quale invita l’esaminatore dell’Ufficio preposto a non
indugiare in quanto gli Stati Uniti avrebbero urgenza di riguadagnare terreno sui cinesi che starebbero investendo in modo significativo su certe tecnologie aerospaziali, stranamente somiglianti ad alcune tipologie di UFO segnalati dai piloti della Marina.

Ciò solleva un’ultima importante questione alla quale, almeno per ora, sarà difficile rispondere se i governi coinvolti non decidono di compiere un completo disclosure: dove hanno recuperato i cinesi la tecnologia che stanno già sfruttando? Si tratta di creazioni dovute esclusivamente all’ingegno umano o di retro-ingegneria applicata a materiali recuperati nel tempo? E se così fosse, infine, come mai la Marina Militare statunitense (da sempre considerata la detentrice esclusiva di tali potenzialità) si trova, ora, nella scomoda posizione di dover recuperare terreno perduto rispetto ad una potenza emergente? …

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