I tanti dubbi del caso “UFO Trinity”

La storia che andiamo a raccontare viene inizialmente indagata dalla nota esperta di UFO Paola Leopizzi Harris, anche se ècon l’altrettanto famososcienziato-ufologo Jacques Vallée che la divulga al grande pubblico, dando alle stampe il libro “Trinity”.

La storia

Ed ecco, in estrema sintesi, di cosa parla l’intrigante vicenda.

A Sant’Antonito (New Mexico, a poca distanza dal Trinity Site, luogo di sperimentazione della prima bomba atomica) è il 16 agosto 1945.

Due bambini, Josè e Reme, di nove e sette anni, stanno cavalcando alla ricerca di una mucca gravida,che si è allontanata dal recinto in cui stava pascolando.

Ma infuria il temporale, con tanto di tuoni e fulmini, ed i piccoli giovani sono costretti a rifugiarsi in un anfratto roccioso.

Ed è proprio da questa riparata posizione che odono un forte rumore, e ben diverso dal tuonare di una saetta. Così, escono dal sicuro recesso per capire che cosastia accadendo, vagando con lo sguardo in cielo e in terra alla ricerca di una possibile spiegazione. Finché, iniziano a capire…

Sì, perché a meno di cento metri di distanza notano uno strano oggetto scuro dalla forma ovoidalee dotatodi una cupola trasparente laterale,conficcato nel terreno. Un UFO, lo chiameremmo noi oggi.

Ma anche una grande tracciasullo sterrato, lunga come un campo da calcio, larga trenta metri e profonda trenta centimetri, che suggerisce come la “cosa” abbia fatto una bella strisciata, prima di arrestare la sua corsa.

Che sia statacolpita da un fulmine, per poi abbattareil traliccio della vicina torre radio?

Incuriositi, la osservano con attenzione. L’UFO èlungo nove metri ed altro quattro. Ma, soprattutto, è circondato da piccoli esseri antropomorfi che si muovono in modo frenetico e paiono lamentarsi (ma che riescono a“comunicare” ai piccoli testimoni certe suggestioni mentali).

Ed è incredibile che il tutto succeda a Trinity, uno dei luoghi chiave per l’esito della Seconda guerra mondiale.

Comunque, i due bambini, impietriti, rimarranno circa due ore ad osservare l’incredibile scena.

Nei giorni seguenti, lo strano oggetto verrà avvicinato da altri testimoni e, alla fine, prelevato dai militari (ma non prima di una visita ravvicinata da parte dei due curiosi bambini).

E quindi?

A questo punto, che dire? ATrinitysiamo difronte al primo schianto UFO (con tanto di alieni)della storia recente, ben due anni prima del famigerato “caso Roswell”?Secondo la Harris e Vallée, sì.

E la sua straordinarietà, sostengono, non è solo temporale, perché eccezionalmente i testimoni sono ancora vivi (in realtà, uno dei due è morto alcuni anni fa, ma non prima di essere stato intervistato a dovere). Ed i testimoni hanno pure assistito quasi “in diretta” all’evento, sono entrati nell’oggetto (solo uno, a dire il vero) ed hanno recuperato un pezzo del velivolo (alla fine, i presunti reperti saranno diversi).

Il caso ideale, insomma, la così detta “pistola fumante” da sempre cercata da chi si occupa di UFO e capitata a Trinity, luogo in cui esplose la prima bomba atomica…

Autore Df206 https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:TrinitySiteHistoricalMarkerHighwaySign.jpg

Un’analisi critica

Ma sarà davvero così? Forse no. E vediamo, schematicamente, le tante cose che non convincono di questo “UFO Trinity”:

  • I fatti vengono succintamente raccontati ad un giornalista solo nel 2003, ben cinquantotto anni dopo la loro presunta manifestazione (la Harris inizia ad occuparsene nel 2009). Perché dopo tanto tempo? Forse per il clima di sospetto creato dalla Guerra Fredda, dove è meglio “starsene zitti”? Al di là che questa è finita nel 1989, il periodo d’oro per le storie di “dischi volanti” è proprio il dopoguerra! Quindi, quale momento migliore per raccontare una vicenda così intrigante?
  • I testimoni sono due bambini di sette e nove anni. Altre persone coinvolte (a dire dei medesimi) nel frattempo sono morte. Ora, non è decisamentecurioso chein questo lungo periodo non abbiano mai raccontato una storiacosì eccezionale?

Stesso discorso per i vari “rivelatori”, onnipresenti nel mondo degli UFO. Perché avrebbero dovuto tacere un evento del genere? Che fosse “segretissimo”? Da come il caso viene trattato (lo vedremo dopo) non si direbbe…

In ogni caso, quante vale la testimonianza di un bambino? Perché studi hanno dimostrato come le emozioni, le paure e l’ambiente influenzino la capacità di una persona giovanissima di distinguere la realtà dalla fantasia. Ma, soprattutto, al di là dell’età, quanto si può davvero ricordare dopo così tanti anni (i dettagli raccontati sono davvero sorprendenti)? E che dire dell’inquinamento culturale per ciò che è stato detto e scritto sul fenomeno UFO dal 1947?

  • È credibile che presunte creature aliene, che paiono avere “un diavolo per capello”, trasmettano immagini mentali agli esterrefatti testimoni (ammesso e non concesso che ciò sia possibile), a loro stesso dire totalmente ignorati dagli strani esseri?
  • L’unica prova esibita è un semplice oggetto di silicio ed alluminio, una “staffa” (in pratica, una piccola barra a forma di “elle”), che a vederla si capisce subito che è un banale oggetto terrestre.

In realtà, si parla di altri due oggetti, un pezzo di lamina, che verrà utilizzato per riparare un mulino, ed una trave, gettata via come ferraglia inutile.

Poi, ne usciranno altri, come filamenti visibili anche al buio (e utilizzati per l’albero di Natale) e un materiale che, seppur manipolato, pare tornaresempre alla sua forma originale.

Di tutti questi manufatti (salvo la staffa) si perderà ogni traccia. Allafaccia dell’evento eccezionale…

  • Non è accettabile che in una zona strategicamente importante (ricordo nuovamente che siamo a Trinity Site, dove si progetta e sperimenta la bomba atomica) come è quella dove è precipitato l’oggetto sconosciuto, siano tralasciate le più elementari regole di sicurezza (i militari incaricati del suo recupero se ne vanno al bar e lasciano il presunto velivolo alieno completamente incustodito, tanto da permettere ad uno dei due bambini di entrarvi e prelevarne un pezzo). Anzi, per sbrigarsi, nascondono nella fossa del terreno causata dall’impatto pezzi non troppo grandi dell’aeromobile.

Così come non è credibile che l’oggetto non vengarilevato da nessuno dei potenti radar locali di Trinity. Il che avrebbe dovuto allarmare le Autorità, le quali, al contrario, mandano dei semplici “pivelli” ad occuparsi della faccenda.

E che dire dell’uso di un grande camion con rimorchio, a fronte della dichiarazione alla gente del posto che si tratta del semplice recupero di un pallone sonda? Chiaramente, la gestione delle “pubbliche relazioni” è alquanto approssimativa, ma anche poco credibile, visto il luogo e il momento storico.

  • Spesso il modo di intervistaredegli autori non è proprio da manuale, perché basato su domande troppo “chiuse”. Cioè, che indirizzano e condizionano la risposta del testimone.

Jacques Vallée

https://tothestars.media/blogs/news/read-jacques-vallees-foreword-for-sekret-machines-gods-non-fiction

Ma tutto può essere

Naturalmente, potrebbe anche darsi che il caso UFO di Trinity, sfrondato da tutta una serie di eventi improbabili, abbia un suo nucleo genuinamente misterioso. E che il lungo silenzio dei testimoni sia da attribuire ad un sostanziale disinteresse per la faccenda, favorito da un contesto rurale non certo propenso a dar credito a stranezze che cadono dal cielo. Insomma, anche al giorno d’oggi vi sono persone che non hanno alcun interesse verso il “mistero” e, se capita loro qualcosa di insolito, semplicemente lo ignorano.

Un singolare parallelismo

Chiudiamo con una curiosità sul caso UFO Trinity. Molti ricorderanno la storia dell’UFO-crash di fine Ottocento nella località texana di Aurora. Ebbene, si racconta di una astronave extraterrestre che, in fase di avvicinamento, centra (pure questa) una torre(stavolta non radio ma di un mulino a vento). Allora… è possibile che questi piloti extraterrestri siano così maldestri, pur in difficili condizioni di guida? Certo, tutto può essere, però…

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