Strani bagliori celesti – 18 marzo 2020, Polesine Zibello (Parma)

Antica mappa stellare

Strani bagliori celesti appaiono spesso in cielo a chi sta con gli occhi all’insù, ma siamo qui per parlare di un caso specifico.

È grazie all’amico Paolo che vengo a conoscenza di un singolare fenomeno aereoche parla di misteriosi bagliori celesti. Sì, perché una certa sera mi passa la giusta soffiata…

Ti lascio il numero di cellulare di Angelo, un signore di Polesine che è venuto spesso alle tue conferenze e ha qualcosa di interessante da raccontarti”, mi confida.

Detto, fatto. E,dopo poco, eccomi dunque al telefono con tale Angelo, che non vede l’ora di confessarmila sua singolare storia…

L’indecifrabile vicenda

Il fatto è successo ieri sera (NdA 18 marzo 2020), attorno alle ore 22.30.

Vado, dunque, fuori di casa per cercare il gatto, evidentemente attardato in qualche faccenda a suo parereinteressante. Anche se, a dire il vero, dopo cena esco spesso evolentieri a dare un’occhiata al cielo, perché il panorama stellato mi affascina sempre. Ed avendo la fortuna di abitare in campagna, come è fra Polesine e Zibello dove c’è poco inquinamento luminoso, la cosa mi viene facile.

Quindi, dopo aver fischiettato per chiamare il micio, ho alzato gli occhi verso il firmamento, ormai decisamente buio e trapuntato di stelle. E gira a destra, gira a sinistra, ecco che mi imbatto in una cosa decisamente strana. Sì, perché a mezza altezza e in direzione Busseto, quindi verso sud-ovest, noto un punto luminoso abbastanza simile alle stelle che sono sparse per il cielo. A colpirmi, a dire il vero,è quanto vedo alla sua destra, rispetto a me che sto guardando. Perché ci sono continui bagliori rossi e blu. E sono molto vicini al corpo principale, tanto da formare un tutt’uno con esso.

La scena è insolita e curiosa allo stesso tempo. Per questo, la osservo molto attentamente, approfittando anche di quel binocolo che tengo sempre a portata di mano. Nonostante questo, non noto nuovi particolari significativi, il che mi fa pensare che l’apparenza sia piuttosto lontana.

Ma se questa rimane immobile nello stesso punto del cielo, non si può dire di quell’altra luce rossastra che prima le si avvicina e poi si allontana, finendo per scomparire nel buio della notte. Magari questo accostamento è solo prospettico, non saprei. In ogni caso, mi sento di escludere che tale luce rossa appartenga ad un aereo, perché questo solitamente mostra tre luci colorate e lampeggianti. Invece,quella transitata è unica e per niente intermittente”.

Naturalmente, chiedo come va a finire…

Visto che la prima <stella> con i suoi bagliori celesti rimane nel medesimo punto del cielo, corro in casa a chiamare mia moglie e a prendere la macchina fotografica. Purtroppo, essendo una <compatta>, non ha molta qualità. Ed infatti nelle immagini non si vede sostanzialmente nulla, se non un monotono cielo nero. Ma, almeno, mia moglie mi conferma che non ho le traveggole…”.

E, poi…

…poi, non succede più nulla, nel senso che la <cosa> non si sposta di un millimetro. E dopo mezz’ora è ancora lì. Ti posso solo dire che questa sera ho controllato, ma in quel punto del cielo non c’è assolutamente nulla di anomalo. Insomma, quanto ho avuto la fortuna di vedere è al momento unico e, chissà, forse irripetibile”.

Ragioniamoci sopra

A questo punto, che dire?

Concentriamo sulla parte più interessante della testimonianza, e cioè il binomio “luce-bagliori celesti”.

Si può tranquillamente escludere il rientro in atmosfera di oggetti artificiali (e pure naturali), così come che si tratti di ordinari velivoli da trasporto, palloni sonda o semplici satelliti. Piuttosto, l’eccezionale durata del fenomeno fa pensare ad un evento astronomico. Il problema è giustificare quei bagliori rossi e blu che vanno avanti all’infinito. Ma forse la giustificazione c’è davvero…

Sì, perché in queste sere di marzo, proprio in direzione sud-ovest e non troppo bassa sull’orizzonte, si trova una bella stella brillante, Sirio. Se la si osserva attentamente, si noterà, seppur non in modo evidentissimo, che cambia rapidamente colore, passando dal giallo al rosso e poi al blu. Questo tremolante caleidoscopio di colori è dovuto alla turbolenza dell’atmosfera. In pratica, questa agisce come una sorta di lente che rifrange e distribuisce in modo caotico i colori di cui la luce della stella è composta.

Insomma, i bagliori osservati dall’esterrefatto osservatore non sono reali emissioni di qualche esotica forma di energia, piuttosto un affascinante effetto ottico.

Già… ma ci sono almeno due “però” (ce ne sarebbero altri, ma questi mi sembrano i più significativi). Il primo, che il testimone paragona la luce a quella di una comune stella, quando invece Sirio è la più brillante del cielo notturno. Il secondo, che la sera successiva il fenomeno non si più ripetuto, nonostante le condizioni del cielo fossero le medesime (cioè, sereno assoluto e assenza di vento).

E quindi? Quindi, nel frattempo il micio di Angelo è spuntato dai cespugli e con andatura tranquilla, indifferente al portento celeste, ha fatto rientro in casa…

Sirio sull’orizzonte di sud-ovest il 20 marzo 2020

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