Misteriosa luce volante in Val Cedra e in Val Parma nell’appennino parmense

Una misteriosa luce avvistata in due vallate diverse dell’appennino parmense, a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra. I fatti non sono recenti, ma il passare del tempo non li ha resi meno enigmatici.

Partiamo dal piccolo borgo di Zibana, in Val Cedra, nel comune di Palanzano. Come al solito andiamo in “cronaca diretta”…

Primo avvistamento

A dire il vero, sono qui per dare un’occhiata alla vecchia pieve, che leggo risalire al lontano 1200. È uno dei punti di passaggio della cosiddetta “strada dei Linari”, cioè il percorso che unisce l’Emilia alla Lunigiana, attraverso il Passo del Lagastrello.

Misteriosa luce volante in Val Cedra e in Val Parma

Il luogo è “vissuto”, e da molto tempo. Per questo mi aspetto di trovare particolari curiosi. Detto, fatto. Sopra il portale d’ingresso, dove fa bella mostra una nicchia occupata da “Madonna con Bambino”, è infatti leggibile una data cronologica con caratteri perlomeno inconsueti. Si nota così un 16… seguito da XI… Insomma, sembra un “Milleseicentoundici”, scritto però metà in numeri arabi e metà in quelli romani.

Ad un certo punto, nel mio curiosare vengo distratto da un signore di mezza età che sta chiacchierando con una donna affacciata sull’uscio di casa. E noto con sorpresa che i due mi guardano con un misto di sospetto ed interesse. Forse trovano il mio gironzolare alquanto ambiguo…

Ad ogni modo, cogliendo un momento di pausa nel loro conversare, mi avvicino e, con un po’ di faccia tosta, chiedo all’uomo se sia a conoscenza di storie insolite e curiose legate al territorio. Per fortuna non si fa molto pregare.

Inizia così a parlarmi della “madgona” di Isola, una frazione di Palanzano, dunque sempre nell’appennino parmense, e di quel guaritore che gli aveva fatto passare il “fuoco di sant’Antonio”. Ma, soprattutto, mi racconta una storia che potremmo definire di stampo ufologico.

Era una calda serata di agosto dei primi anni Settanta. Con altri miei coetanei… sa ero un ragazzino allora… ah… come vola il tempo… vabbè… comunque stavamo seduti sulla panchina che una volta era laggiù. Parlavamo delle solite cose che si dicono a quell’età, cioè discorsi banali conditi da molte risate, buttando un occhio al nostro caro appennino parmense che è bello anche di sera.

Ad un certo punto abbiamo notato, prima con interesse e poi con sgomento, una sfera di luce bianco-giallastra che percorreva da sinistra verso destra l’intero profilo dei monti. Non ricordo quanto fosse veloce e neppure grande (però si stagliava netta sul fondo scuro del cielo). Ma una cosa me la ricordo come se fosse oggi. Da sotto di essa fuoriusciva un cono di luce che illuminava il paesaggio sottostante man mano che avanzava.

Non dava l’impressione di cercare qualcosa perché il suo movimento era regolare e rettilineo. Insomma, non andava avanti e indietro,nè si spostava lateralmente come si fa normalmente quando si vuole scovare un oggetto o una persona che sono nascosti. Tirava dritto per la sua strada… così… indifferente al paesaggio.

Questa luce misteriosa era completamente silenziosa. Non era sicuramente un elicottero, muto perché il rumore veniva portato via dal vento. Ne sono sicuro, in quanto faceva caldo e l’aria era immota.

E i monti dell’appennino parmense sono lì… guardi… sono molto vicini… impossibile non udirlo.

A quel punto nessuno rideva né parlava più. Che io sappia neanche uno, a parte noi ragazzi, ha assistito a quella scena. Ma non ho avuto neppure notizia di qualcuno che in quei giorni si fosse perso nel bosco.

Misteriosa luce volante in Val Cedra e in Val Parma

una ricostruzione dell’episodio

Ho cercato riscontri di questa luce misteriosa fra gli abitanti della zona, ma nessuno sembra saperne nulla.

Secondo avvistamento

Mi sposto di pochi chilometri, ed ecco giunto nella piccola località di Cisone, stavolta in Val Parma, nel comune di Tizzano Val Parma, e sempre nell’appennino parmense.

Grazie all’amico Fulvio, incontro tale Pierluigi, per farmi raccontare un fatto davvero insolito e totalmente sconosciuto alla comunità ufologica, accaduto nel lontano 1995. Ci accoglie in una casa rustica, circondata da poche abitazioni e molto verde (e molti gatti).

Sono passati tanti anni, ormai, ma ricordo tutto ancora molto bene. Anzi, ne ho parlato recentemente anche con Valentina, che con me aveva assistito all’episodio.

Allora… saranno state le 10 e mezza di sera, forse le 11, ma non oltre.

In auto stavo guidando verso Lagrimone, davanti a me procedeva l’auto della mia amica. Eravamo in località Cisone, dove ci sono tutte quelle curve che non danno tregua.

Ad un certo punto, sulla mia destra ed in lontananza, vedo una luce gialla e verde. Una luce dai contorni ben definiti, quasi fosse un qualcosa di solido. Mi aspettavo che rimanesse ferma, o quasi, immaginando si trattasse di un mezzo agricolo o roba simile. Invece stava lentamente andando su, dritta verso l’alto. Poi scomparve.

Una luce davvero misteriosa, non c’è che dire”.

una ricostruzione dell’episodio

Deve aver colto la mia perplessità.

Cioè… tanto per essere chiari, è come decollata, risalendo il costone franoso che aveva alle sue spalle, alzandosi poi alta nel cielo. Anzi, forse molto in alto non è neppure andata, visto che non l’ho vista rimpicciolirsi, ma piuttosto come spegnersi. Il tutto sarà durato pochi secondi. E non ho sentito alcun rumore, né la luce misteriosa ha cambiato forma, dimensioni e colore.

Quanto sarà stato grande? Difficile dirlo, diciamo che mi è parsa una palla dal diametro di un metro e mezzo o forse due, ad una distanza di cento metri, più o meno.

Ma la cosa curiosa, lo ripeto, è stato il suo comportamento. È ascesa, come se fosse sospinta da qualcosa. Ma di solito le cose cadono, non salgono…”.

Un fatto insolito, indubbiamente.

A questo punto mi sono fermato e si è fermata contemporaneamente anche Valentina. <Hai visto anche tu?>, le ho chiesto. Il suo silenzio e il suo nervosismo valevano più di mille risposte. A questo punto, senza più dire una parola, siamo risaliti in macchina e ce ne siamo andati.

Confesso che quella luce misteriosa che ho visto qui nell’appennino parmense ancora oggi mi lascia molto perplesso, ma ne parlo malvolentieri perché non sono pazzo”.

Guardo Pierluigi. È un signore alto e robusto. Lo sguardo, all’inizio deciso, sembra ora patire la mancanza di una risposta…

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