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Angelo Virgillito – Scrittore – Ricercatore – Investigatore – Giornalista

Angelo Virgillito, è un ex-giornalista di Paternò (CT), dove vive con la sua famiglia. Sin da piccolo ha mostrato una grande passione per le scienze e la letteratura.

Angelo Virgillito

A l’età di 13 anni Angelo Virgillito scrive il suo primo romanzetto, andato perduto negli anni. Pur vivendo un’infanzia e una adolescenza ovattata si rende conto che la realtà che lo circonda gli va stretta. Inconsapevolmente si mette alla ricerca di quelle verità che la storia ha volutamente omesso, ma senza successo.

La sua solarità e il desiderio di conoscenza lo spinge a frequentare numerose comitive nel vano tentativo di trovare quelle risposte interiori, ma i comportamenti superficiali dei suoi amici ogni volta lo portano ad allontanarsi da loro.

Il suo carattere estroverso non trova un equilibrio nel panorama delle sue amicizie. Seguendo le indicazioni del padre segue gli studi tecnici, conseguendo il diploma di scuola media superiore con ottimi risultati. Si iscrive alla facoltà di ingegneria presso l’università di Catania, ma gli impegni dell’azienda di famiglia lo costringono ad abbandonare gli studi.

Ma anche questa realtà gli va stretta, vorrebbe uno spazio tutto suo, ma il padre lo costringe a seguire l’azienda. Dopo vari tentativi di abbandono, agli inizi del 1987, un suo vecchio conoscente, titolare un piccolo periodico locale, lo assume come redattore.

La carriera giornalistica

Da lì Angelo Virgillito, ha cominciato la sua ascesa verso una promettente carriera giornalistica. Infatti, inizia le sue collaborazioni come Free-lance col quotidiano catanese “Espresso Sera”. Le sue particolari doti di osservatore lo mettono subito in luce, tanto che viene assunto part-time come responsabile della cronaca nera per Catania e provincia.

Tale nomina coincide con la guerra di mafia che si innescò tra le diverse organizzazioni criminali catanesi per il dominio del territorio. Per due anni seguì, come un segugio escalation criminale di quello che fu un vero massacro, oltre 700 persone in due anni, caddero sotto i colpi dei killer delle diverse fazioni.

Nel frattempo iniziò diverse collaborazioni con il quotidiano “La Sicilia”, “l’Ansa”, “Rai Tre”, con le emittenti televisive “Antenna Sicilia e Teletna”, ed altri settimanali e periodici siciliani. Nel 1990, grazie a una borsa di studio europea, ha frequentato un corso di formazione professionale giornalistico, con stage in diversi Paesi dell’Unione Europea.

Al suo rientro, dopo nove mesi di studio, viene chiamato a collaborare con il quotidiano interregionale “La Gazzetta del Sud”, con la promessa di essere assunto come redattore di cronaca nera presso una delle sedi distaccate della Calabria. Assunzione che non è mai avvenuta.

In seguito decide di abbandonare definitivamente la carriera giornalistica per dedicarsi alla sua vera passione: scrivere dei libri propri. Ci vollero due anni prima che Angelo Virgillito pubblicasse il suo primo libro e la scelta fu azzeccata. Infatti, nel 1995 con “I tesori leggendari dei Dongioni Etnei” entra in quel mondo fatato della letteratura.

La prima pubblicazione

Un libro di leggende che, con la sua successiva pubblicazione integrale dal titolo “I tesori leggendari dell’Etna, del 2015, ottiene un riconoscimento da parte dell’Università della Terza Età, per aver contribuito alla salvaguardia della memoria antropologica e culturale delle popolazioni del versante orientale della Sicilia.

Nel frattempo nel 2010 a memoria di suo zio Peppino, scrive e pubblica il libro “Ricordi dal passato”, uno spaccato della Sicilia agreste degli anni ’30.

Una importante indagine

Il fato però, per il giovane scrittore in erba aveva in serbo ben altro. Ha impiegato una vita per forgiare il giovane scrittore e prepararlo al suo vero scopo. La prima avvisaglia l’ebbe quando su invito di un amico, Pippo Virgillito, consigliere regionale di “SiciliAntica”, che in seguito divenne il suo mentore, che nel 1992 l’ho invitò a scrivere un articolo su uno dei siti archeologici di importanza storica per il territorio di Paternò.

I resti riguardavano una porzione di un ponte, eretto in epoca romana, che estendendosi sul fiume Simeto, era parte integrante della famosa “via del grano”, considerata nel 400 a.C. l’arteria più importante per il trasporto delle messi dall’entroterra siciliano ai porti ionici siciliani.

Il giovane Angelo Virgillito, su invito del suo amico, sali sulla parte prospiciente di quell’antico ponte e fu lì che avverti un tremito che lo scuotè fin dentro l’animo.

In seguito Virgillito dirà che fu come se la storia di quei luoghi volesse ritornare a rivivere.

Nel 1995 spinto dalla curiosità decise di avviare un’indagine sulla natura del dio Adranòs, divinità del II millennio a.C.. Da quel momento che, presumibilmente guidato da forze soprannaturali, si è immerso, indagando sul vasto panorama preistorico siciliano, per poi spaziare sull’intera preistoria umana.

Dopo quasi 23 anni pubblica la prima e seconda parte di queste ricerche, rilegandole nel libro “Il tempio perduto degli Anunnaki”, edito dalla casa editrice Cerchio della Luna, Verona. Codice ISBN- 978-96682-53-1. Il libro gli apre le porte a un più vasto pubblico.

Pubblicazioni

Una serie di eventi lo spingono a interrompere la sua indagine, per scrivere un altro libro dal titolo “Il seme della vita genesi divina o aliena”, edizioni XPublishing, Roma, codice ISBN – 978-88-97286-42-4.

Riesce nel 2020 a completare la sua ricerca in altri due volumi, che sono in attesa di pubblicazione, nel frattempo, nel 2019 pubblica, tramite la sua associazione “La rosa dei venti etnei”, il romanzo fantascientifico “Il Custode”.

Angelo Virgillito ha partecipato e organizzato numerose conferenze, tanto da indurre alcuni organizzatori del “Festival internazionale del libro”, promosso dalla Taobuk, nell’ambito della diverse manifestazioni a conferirgli il premio alla carriera. Nonostante l’estenuante lavoro la passione della ricerca sulle origini umane è rimasta immutata.

Egli si è infine unito alla Federazione Ufologica Italiana presso cui è ricercatore e collaboratore.

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