Novara: indagine sul paraormale

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(Report del Gruppo E.P.A.S. su un indagine condotta in provincia di Novara.)

Circa 3 anni fa, ci recammo in un paesino della provincia di Novara, per espressa volontà dell’ente che ci ospitò nella propria sede, luogo in cui si ipotizzava avvenissero probabili fenomeni anomali. Per questioni di opportunità omettiamo volutamente il nome del paese.

Giunti sul posto, ci recammo in una villa del 600, molto particolare, sia per la conformazione delle stanze, di forma ottagonale, sia per la moltitudine di affreschi presenti sulle pareti, raffiguranti per la maggior parte, demoni, angeli, fauni e tante altre figure inusuali.

Durante il sopralluogo a Novara, non riscontrammo nulla di particolare strano all’interno della villa. La sera, cenammo in una trattoria adiacente e scoprimmo che essa era parte integrante della villa.

Parlando con il personale di sala, dopo aver appreso il motivo della nostra presenza, ci fu riferito che li accadeva qualcosa di particolare.

Il proprietario della trattoria di Novara, vedeva spesso la figura di “una bambina” nel giardino antistante il locale. Lui stesso aveva cercato di stabilire con lei una sorta di contatto. L’uomo, dapprima molto restio nel parlare, ci confermò ogni cosa ed acconsentì affinché effettuassimo un’indagine approfondita.

Sentendo parlare in giro di questa storia, scoprimmo nelle ore successive che, circa 60 anni prima, una bambina morì annegando in una vasca del giardino, nel tentativo di salvare il suo cagnolino caduto accidentalmente in essa. Alla fine morirono tutti e due, sia la bambina che un volpino d colore bianco.

Ci recammo nuovamente sul posto con le nostre attrezzature ed iniziammo a scandagliare l’intero luogo. Durante l’indagine ci fu un momento in cui sembrava avessimo realmente stabilito “un contatto” con una presunta “entità”.

Le luci del rilevatore di onde elettromagnetiche a bassa frequenza, (K2), sembravano impazzite. Una volta chiesto alla presunta entità di rispondere alle nostre domande attivando le luci del rilevatore per il sì e lasciandolo spento per il no, iniziammo a porre alcuni interrogativi. Alla richiesta “sei un uomo?” e “sei una donna?”, non accadde assolutamente nulla, ma alla successiva domanda specifica, “sei una bambina?” lo strumento si accese improvvisamente fino a fondo scala, rimanendo acceso per qualche secondo.

Cercammo poi conferme sul suo nome, chiedendole di accendere lo strumento qualora avessimo pronunciato il suo. Dopo una decina di nomi, pronunciando il finalmente quello giusto, che conoscevamo, ottenemmo il medesimo risultato di prima, ossia l’accensione delle luci del rilevatore fino a fondo scala.

Alla terza domanda, riguardante gli animali, chiedemmo se le fossero piaciuti gatti ed uccellini (ovviamente non accadde nulla) ma, alla domanda “ti piacciono i cani?”, ancora una volta le luci del K2 si accesero, fino a fondo scala.

Oltre tutto, quello che si evidenziò ai nostri occhi fu una foto che avevamo scattato all’interno del locale, con una reflex full spectrum. Su una sedia, posta all’interno della sala, spiccava una sagoma che sembrava rassomigliare proprio al profilo di un cane…

Approfondendo l’analisi della foto, non avemmo più dubbi, per noi quella figura era proprio simile ad un cane, un volpino bianco. Ovviamente, guardando la sedia dal vivo non appariva nulla.

La cosa più curiosa, fu però una domanda che ci fu posta il mattino seguente da 2 ospiti in transito, che avevano pernottato nel bed & breakfast. Essi, non erano della zona e quindi non potevano conoscere la storia, né potevano immaginare il vero motivo per cui noi eravamo sul posto, cose che mi portarono quindi ad escludere del tutto, la possibilità di una suggestione o di condizionamento.

Scendendo per la colazione mattutina, essi ci chiesero se era normale, a notte inoltrata, vedere dalla finestra della loro camera una bambina giocare proprio in mezzo al giardino, tra la neve, con un cagnolino bianco!!!

La risposta che venne loro data fu: “ma qui non c’è nessuna bambina, né tantomeno un cagnolino bianco.

Lasciamo a voi le dovute conclusioni.

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